Scopri se metti il pilota automatico con tuo figlio

Scopri se metti il pilota automatico con tuo figlio

Cosa fa la differenza tra un giorno in cui ti sei sentito un genitore efficace da un giorno in cui i tuoi sensi di colpa hanno consumato la tua energia?

 

Bentornata, bentornato nella rubrica di Genitori e Boccioli!

 

Al termine di una giornata, ti senti soddisfatto di te e della relazione con i tuoi figli. Il giorno successivo, ti chiedi dove sia andata tutta quella sicurezza, e come sia possibile che non ne vada dritta una.

 

E cosi, spesso anche in una stessa giornata, si alternano momenti di fiducia in te stesso, e momenti in cui il senso di colpa prende il sopravvento.

 

La maggior parte dei genitori con cui lavoro si pone un numero di

domande che lo perseguitano durante la giornata:

 

– Parlo con i miei figli in modo troppo duro? O troppo morbido?

– Lavoro anche al di fuori da casa. Passo abbastanza tempo con i miei

bambini?

– Lavoro in casa. Sono troppo presente e non contribuisco a sviluppare la loro autonomia?

– Do la stessa attenzione a tutti i miei bambini? Dovrei trattarli

differentemente l’uno dall’altro o allo stesso modo?

 

Anche tu ti poni tantissime domande, senza darti tregua?

 

Ora ti dirò un segreto, avvicina l’orecchio allo schermo. Più vicino.

Foto di due bambine sui banchi di scuola che si parlano nell'orecchio, scritta "Pssst"

 

 

Ogni genitore fa sempre ciò che meglio per i propri figli, in base agli strumenti che ha.

 

Te lo ripeto:

 

Tu fai e hai sempre fatto tutto ciò che ritenevi il meglio per i tuoi figli, anche nelle giornate in cui ti giudicavi negativamente.

 

Cosa fa la differenza tra un giorno in cui ti sei sentito un genitore efficace da un giorno in cui i tuoi sensi di colpa hanno consumato la tua energia?

Per prima cosa, il modo in cui ti poni le domande

 

Quando ti rivolgi a te stesso come un inquisitore che vuole scovare solo il bene o solo il male nelle proprie azioni, cerchi un colpevole o un innocente.

 

Apprendere una comunicazione affettuosa con te stesso anche nei momenti in cui disapprovi o metti in dubbio il tuo operato, è il primo passo per sollevarti dal senso di colpa.

 

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La seconda cosa che fa una enorme differenza, è quanto sei in contatto con i tuoi bisogni.

 

Se andando a prendere i tuoi figli a scuola, non hai ancora mangiato nulla, e sei affamato, sarà molto probabile che alle loro ripetute richieste tu ti innervosisca. Così come se stai ancora pensando alla discussione con il tuo capo e ti senti agitato per il modo in cui si è rivolto a te.

 

Mantenere un ascolto costantemente rivolto al tuo corpo e ai suoi segnali di qualsiasi disagio, è uno strumento potente per prevenire la maggior parte delle situazioni in cui ti senti in colpa.

 

L’ascolto dei segnali del tuo corpo ti può sembrare un atteggiamento naturale, a cui non è necessario porre maggiore attenzione.

 

In fondo se già respiri, mangi, e sostanzialmente, se ancora vivi, stai già ascoltando il tuo corpo, giusto?

 

Non proprio. O meglio, non del tutto.

 

Il corpo è in effetti progettato per sviluppare il tuo benessere e quello di chi ami.

 

Tuttavia, in questa vita frenetica, conosco molti genitori che dimenticano persino di fare pipì.

Nel momento in cui sentono lo stimolo, lo rimandano per i più svariati motivi, ed una cosa tira l’altra e passa il tempo. E più passa il tempo, più il segnale di disagio si camuffa e si altera, fino a diventare molto insistente e sembrare totalmente scollegato dalla pipì rimandata.

Lo stesso accade per la discussione con il capo. Come per i bisogni fisiologici (fame, sonno, pipì…), l’agitazione per la discussione a volte la metti da parte, e il momento giusto a volte non arriva mai.

 

In altre parole, entri in una modalità di sopravvivenza, che fa attivare le funzioni vitali del corpo, consentendo al cervello di mantenere una modalità pilota automatico.

 

Per quale motivo si attiva il pilota automatico, in una vita frenetica in cui prendi miliardi di grandi e piccole decisioni ogni giorno?

 

Per risparmiare energia!

 

Ed ora, vediamo insieme l’ultimo elemento che fa una differenza abissale tra una giornata in cui ti senti un genitore efficace, ed una in cui ti giudichi negativamente:

 

Il terzo elemento, rimanere accanto ai tuoi figli quando esprimono le loro emozioni.

 

I bambini esprimono i propri bisogni con manifestazioni emotive a volte esagerate ai nostri occhi, e con il corpo.

 

La parte del cervello deputata a mediare tra la loro emozione e la sua manifestazione è ancora in formazione.

 

Il cervello umano termina di completare la sua formazione intorno ai ventiquattro anni.

 

Star loro vicino con una presenza affettuosa e profondamente in contatto con ciò che stanno vivendo è quanto di più abbiano bisogno. Puoi rispondere con una azione o con parole di spiegazione, quando lo ritieni necessario.

 

Quando protestano perché vogliono rimanere al parco ed è ora di cena, la presenza e comprensione del loro desiderio può fare la differenza. Non hanno voglia di tornare, come quando non vuoi rientrare dalle vacanze ma sai che dovrai farlo lo stesso: hai tutto il diritto di lamentarti: sei triste di lasciare un luogo dove sei stato bene e in presenza dei tuoi amori più grandi!

 

Lo stesso avviene per i bambini, con manifestazioni amplificate.

 

In conclusione

 

Tu fai ed hai sempre fatto tutto ciò che era in tuo potere per essere il miglior genitore possibile con gli strumenti che hai acquisito nella tua vita.

Per sollevarti dal senso di colpa per come cresci i tuoi figli, quello che ti serve sei tu, e nuovi strumenti che prima non possedevi.

 

Ricapitolando, gli strumenti di cui ti ho parlato più su:

 

  1. Una comunicazione affettuosa con te stesso;
  2. L’ascolto costante del tuo corpo e dei suoi bisogni, ed emozioni;
  3. Una presenza affettuosa durante l’espressione emotiva di tuo figlio;

 

fanno sì che tu possa guardati con rispetto ed affetto, su aspetti che normalmente guardi con rabbia e frustrazione e che ti causano senso di colpa. Ho scritto approfonditamente sul senso di colpa in questo articolo.

 

Quale di questi strumenti comincerai ad utilizzare per primo da domani? Scrivilo nei commenti!

 

Se invece vuoi approfondire come uscire dagli schemi dei soliti errori con i tuoi figli, scarica il mio eBook!

Una guida pratica per cominciare da ora a sentirti un genitore sereno, efficace, nel rispetto dei tuoi bisogni e di quelli dei tuoi bambini.

 

A venerdì prossimo!

Vera

 

Bibliografia

 

BACHRACH, ESTANISLAO, Il cervello geniale, Migliora la tua vita con le scoperte delle neuroscienze, Edizione Tea, Milano 2018

BILBAO, ÁLVARO, Il cervello del bambino spiegato ai genitori. Per far crescere i bambini nel modo migliore, Edizioni Salani, Milano 2017

DION, LISA, Aggression in play therapy, Edizioni Norton, Londra 2018

FABER, ADELE, MAZLISH, ELAINE, Come parlare perché i bambini ti ascoltino & Come ascoltare perché ti parlino, Edizioni Mondadori, Milano 2014

KABAT-ZINN, MYLA e JON, Il genitore consapevole, Edizioni Garzanti, Milano 2014

ROSENBERG, MARSHALL B., Crescere i bambini con la comunicazione non violenta, Edizioni Esserci, Reggio Emilia 2020

SIEGEL, DANIEL J., BRYSON, TINA PAYNE, Esserci, Come la presenza dei genitori influisce sullo sviluppo dei bambini, Edizioni Raffaello Cortina, Milano 2020

 

Vera Ghirardini

Ciao! Sono Vera Ghirardini, consulente genitoriale. Aiuto i genitori che si chiedono dove stanno sbagliando, a vivere con leggerezza e armonia, nel rispetto dei propri bisogni e di quelli dei propri figli
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