5 requisiti fondamentali per essere la guida che serve a tuo figlio

5 requisiti fondamentali per essere la guida che serve a tuo figlio

Bentornata, bentornato nella rubrica di Genitori e Boccioli!

 

La scorsa settimana ti ho parlato dell’impietosa battaglia tra chi sostiene che con i figli sia meglio essere autoritari, e chi invece trovi preferibile essere permissivi. Puoi leggerlo cliccando questo link.

 

Oggi voglio accompagnarti nel processo per diventare una guida solida e amorevole per tuo figlio.

 

E per questo ti racconterò una storia.

 

Dieci anni fa, proprio in questi giorni, mi stavo preparando per il mio viaggio in Togo, un piccolo paese dell’Africa occidentale. Avrei viaggiato da sola, e una volta arrivata ci sarebbe stato un amico fidato di un mio amico antropologo che aveva vissuto in Togo per ricerche in vari ambiti.

 

Sono sempre stata affascinata dai suoi viaggi, anche quelli in Italia, in cui osservava con cura e rispetto società con organizzazioni e sistemi di valori molto diversi da quella dove viviamo oggi nel mondo cosiddetto “occidentale”.

 

Così, quando il mio amico mi ha suggerito che per recuperare la delusione di un viaggio in Mozambico che era saltato a tre settimane dalla partenza per motivi indipendenti da me, sarei potuta andare in Togo dal suo contatto di massima fiducia, ho accolto con entusiasmo la proposta.

 

Ti risparmio la velocità dei preparativi per dirigermi altrove, tra cui il visto e i trattamenti sanitari da ottenere in brevissimo tempo.

 

Arrivo in Togo ad inizio agosto, con entusiasmo e un po’ di fifa. Per andare in Mozambico erano mesi che cercavo di imparare un po’ di portoghese, ed ora mi trovavo in un paese francofono, di cui avevo giusto le basi per inventare qualche frase.

 

L’incontro con la mia guida, il contatto fidato del mio amico, è stato cordiale e Evans, dal momento in cui ci siamo incontrati, fino al momento della mia partenza, non ha mai fatto sì che dovessi trovarmi sola in uno spostamento, o in situazioni vagamente sconfortevoli per me.

 

Mi ha spiegato in ogni singola situazione tutte le accortezze per rispettare la cultura del luogo, anzi meglio dire le culture del luogo, poiché il Togo, come molti paesi africani, pratica, ad esempio, più di una religione, ciascuna con regole differenti e molto sentite.

 

Con pazienza e cura, e allo stesso tempo con chiarezza, mi ha mostrato cosa era appropriato e cosa non lo era, in ogni circostanza in cui ci siamo ritrovati.

 

Se non sei mai stato in Africa, forse potresti non cogliere del tutto quanto prezioso sia stato questo contributo per me.

 

Immagina di arrivare in questo luogo totalmente sconosciuto, di cui non parli nemmeno bene una lingua, e in cui per altro la lingua principale è una lingua africana e nemmeno il francese, seppure anche il francese lo parlino tutti.

 

Immagina di uscire dall’aeroporto e salire come passeggero su un motorino che somiglia a un Ciao ma che fa un rumore che sembra un John Deere (che sarebbe un trattore). E immagina che questo Ciao sia il tuo taxi che fa la gimcana tra le buche delle strade, che quando vedi quelle di Roma ti pare di stare in un paradiso dell’asfalto.

 

Immagina di sentire odori che non riconosci, e che solo alla fine del viaggio identifichi, ad esempio, come il carbone dei fuochi accesi per cucinare a lato delle strade non appena il sole sorge alle 6.30 del mattino.

 

Immagina di partecipare alla festa propiziatoria per il raccolto dell’igname, tubero di grande rilevanza per l’alimentazione del luogo, con tamburi e canti e corse e abiti tradizionali e cerimonie tipiche.

 

Immagina tutto questo, senza qualcuno che con chiarezza e al tempo stesso con benevolenza, nel tuo interesse, ti spieghi cosa è meglio fare e cosa assolutamente no, e cosa invece è possibile che tu scelga di fare o non fare.

 

Ecco, ora immagina tuo figlio.

 

Tuo figlio è nato in un luogo con determinate abitudini sociali, alcune regole, che cambiano a seconda della città in cui vivi, a volte anche del quartiere, e sicuramente a seconda della famiglia in cui vive.

 

Quanto sarebbe più difficile per tuo figlio, se gli spiegassi con titubanza che, ad esempio, se vivi a Montreal e fuori ci sono -20, è opportuno mettere la giacca già in casa?

 

A Roma, ad esempio, non sarebbe un problema. Mille e più volte ci siamo accordate con mia figlia che la giacca l’avrebbe indossata all’esterno, solo se avesse sentito freddo.

 

O quanto sarebbe più difficile la vita di un bambino se non gli venisse spiegato con chiarezza che in una strada affollata è fondamentale che ti stia vicino, finché non è abbastanza grande per andare in giro da solo?

 

Un bambino ha bisogno di una guida, è lo stato naturale delle cose!

foto: la guida di Vera Ghirardini  in Togo che mostra un campo di igname

 

E al tempo stesso, quanto più dura e umiliante sarebbe la vita di un bambino, se invece di spiegargli le regole con amorevolezza, gliele si spiegasse come se fosse un po’ tonto e in modo sgarbato?

 

Immagina di trovarti con me in Africa, in Togo. Quanto avresti apprezzato un tono spregevole o aggressivo nel momento di avere informazioni fondamentali che non potevamo avere prima di trovarci lì?

 

Io, sarei stata traumatizzata. Già erano milioni gli stimoli differenti che ricevevo dall’ambiente circostante, e che chiaramente la mia guida non poteva spiegarmi.

 

Ed è per questo, che voglio condividere con te quali sono le condizioni fondamentali per diventare una guida solida e amorevole per tuo figlio.

 

1. Tuo figlio ha bisogno di fidarsi completamente di te e di sentire profondamente che sei dalla sua parte.

Questo consente di poter guidare facilmente tuo figlio, perché è aperto a te. Saprà che sei con lui, e non contro di lui. E in questo modo potrai contare sul suo innato desiderio di imparare da lui. Ho scritto in modo più approfondito su questo tema, in questo articolo.

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2. Hai bisogno di sapere e fidarti che i bambini vogliono e hanno spontaneamente e genuinamente bisogno di imparare da te.

Il fatto che tu insegni loro le abitudini sociale è non solo benvenuto, è necessario e di grande beneficio per loro.

 

3. Hai bisogno di sapere che i bambini necessitano una guida e che il tuo condurli in modo fermo non ostacolerà né loro né il loro sviluppo di indipendenza e di autonomia. Al contrario, consentirà loro di costruire la libertà interiore per crescere in queste aree!

 

4. Hai bisogno di rispettare profondamente tuo figlio, i suoi bisogno e le sue preferenze più rilevanti.

Occorre che rispetti profondamente il tuo bambino e i suoi bisogni, e ciò che è importante per lui, mentre lo guidi.

Questo ti assicurerà la sua fiducia, e che avrà il desiderio di seguire la tua guida.

 

Attenzione: niente di tutto ciò deve avvenire per mero calcolo strategico!

Il bambino sente ciò che tu intendi fare nel profondo andando molto oltre al modo in cui lo fai, e le manipolazioni hanno un impatto nel breve e nel lungo termine che non devi assolutamente sviluppare!

 

5. Occorre che ti sintonizzi sui suoi bisogni del momento e sulla sua esperienza attuale, le sue competenze effettive.

Partendo da questo grado di conoscenza, e di connessione con il suo stato emotivo del momento, saprai quali informazioni saranno necessarie per lui, cosa gli serve, e cosa può gestire.

 

Ricorda: ci sarà sempre qualcosa che non considerai in anticipo: come l’odore di carbone che sentivo al mio arrivo in Togo, mentre viaggiavo su questi motorini scarcassati.

foto: La cucina in Togo, focolare all'aperto a terra e Vera Ghirardini con in mano un mestolo per cucinare davanti alla padella. scritta: la cucina in africa e l'odore del carbone che arde

Per accompagnarti nel trasformare le situazioni che portano ansia e sofferenza nella tua quotidianità con tuo figlio, ho scritto un eBook.
Ti sarà utile a seminare il tuo giardino per una genitorialità serena, felice e soddisfacente, nel rispetto dei tuoi bisogni e di quelli di tuo figlio.

Queste incognita fanno parte del percorso, e se avvierai un dialogo basato sui punti che ho condiviso con te, tuo figlio saprà che può rivolgersi a te in caso voglia approfondire qualche cosa.

 

Da quale di questi punti ti senti di partire da oggi, col tuo bambino? In quale di questi ti senti più forte? E in quale puoi ancora costruire di più?

 

Scrivimelo nei commenti!

 

A venerdì prossimo,

Vera

 

Bibliografia

FILLIOZAT, ISABELLE, Nessun genitore è perfetto, Edizioni Piemme, Milano 2011

KABAT-ZINN, MYLA e JON, Il genitore consapevole, Edizioni Garzanti, Milano 2014

NEUFELD, GORDON; MATÉ, GABOR, I vostri figli hanno bisogno di voi. Perché i genitori oggi contano più che mai, Edizioni Il Leone Verde, Torino 2009

ROSENBERG, MARSHALL B., Le parole sono finestre [oppure muri], Introduzione alla comunicazione nonviolenta, Edizioni Esserci, Reggio Emilia 2003

SAINTE MARIE, ELIANE, Clean Parenting, su coachingforwholeness.com

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