Perché “no” è la parola preferita di tuo figlio (e perché dovrebbe essere anche la tua)

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Cara lettrice, caro lettore, ben ritrovati nella rubrica di Genitori e Boccioli!

 

Oggi parliamo di come mai tuo figlio ripete così spesso la parola “No”, e di come mai è possibile che tu la dica troppo poco, e invece ti gioverebbe aggiungerla al tuo frasario preferito.

 

Voglio farti una domanda.

 

Hai mai detto “grazie” ad una persona che ti consegnava un volantino, mentre camminavi per strada?

 

Io sì!

 

Cosa ne ho poi fatto di quel volantino, OGNI VOLTA?

 

L’ ho buttato poco dopo nella prima pattumiera che ho incontrato.

 

Ti racconto questa storia, perché, proprio qualche mese fa, passeggiando con mia figlia mi è capitato di ricevere un volantino, accettarlo tra le dita, e rispondere “grazie”. Subito prima di buttare il suddetto volantino, mia figlia mi ha guardato, e dalla sua saggia curiosità di bimba di cinque anni, mi ha chiesto:

 

“Mamma, perché hai detto grazie?”.

 

Ciò che immagino abbia compreso la piccola, è quanto segue:

 

Grazie si dice quando qualcuno fa qualcosa per te, e tu ne sei contento e hai voglia di comunicarglielo.

 

Ora, ti voglio fare un’altra domanda: per quale motivo tu o io dovremmo essere contenti di ricevere un volantino prima ancora di conoscerne alcun dettaglio e che è primario interesse della persona che li distribuisce ma interrompe la nostra passeggiata, costringendoci poi a buttarlo pochi metri dopo nel primo cestino a disposizione? (Perché in terra non si butta!)

 

Con questo nuovo punto di vista offerto dalla mia dolce bambina, ho inserito prontamente un bel NO davanti al grazie che dico a chi distribuisce volantini, a meno di eccezioni che mi portino a valutare che il volantino può davvero essermi utile, e così, ad oggi, la mia risposta è diventata:

 

No, grazie!

 

Non so se anche a te succede di accettare, e magari ringraziare!, per qualcosa che non desideravi davvero. Magari non si tratta di volantini.

 

Può trattarsi di un’improvvisata a casa da parte di parenti, in un momento in cui avevi altri programmi. (Magari con un: “Grazie di essere venuti a trovarci”)

Oppure di un’ulteriore incombenza ricevuta al lavoro senza un tuo cenno di accordo, quando sei già oberato. (Potresti anche raccontartelo come un: “Grazie di avermi affidato questo incarico”)

O ancora può trattarsi di una lamentela da parte del partner. (“Grazie di…”…no qui non ce la faccio, qui il grazie fittizio puoi aggiungerlo tu, se ti viene in mente, mi vengono solo parolacce! Ma conosco molte persone che ringraziano il partner quando viene fatta notare loro una mancanza, e mi sento molto triste e arrabbiata ogni volta!)

 

Sai a quanti “volantini” dici sì, nella tua vita? Quanti preziosi minuti, ore, giorni, utilizzati per ringraziare di un gesto che è utile ad altri e non a te?

foto: bambino che mostra l'orologio. scritta: Un sacco di tempo sprecato!

Ecco, quando ti liberi di questo tempo perso, hai spazio per dire sì, profondamente, a ciò che è buono e nutriente per te.

 

Qualche tempo fa ti ho parlato di come capitalizzare le tue energie a vantaggio tuo e di tuo figlio. Puoi trovare l’articolo qui .

 

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Dire di sì quando in realtà vorresti dire di no, ti sottrae tempo ed energie, e non ti consente di dedicarle a ciò che per te è più prezioso e di valore.

 

Il tuo no, libera spazio, tempo, e concentrazione e ti fa fiorire.

 

Liberando spazio, potresti sentire la necessità di dire no più spesso.

 

Ma Vera, dire no a chi? A cosa?

 

No è una parola meravigliosa! Puoi usarla per liberare il tuo tempo da una marea di richieste che non desideri soddisfare.

 

Ed è per questo che tuo figlio, dai due anni circa, comincia a dire NO!

 

In continuazione! Comincia a salvaguardare i suoi spazi, perché si accorge, in quel periodo, che è un individuo distinto da te, da tutti gli altri!

 

Ma come, Vera, devo sempre fargli fare quello che vuole?

 

Certo che no!

 

Voglio dire, che tuo figlio ha sempre un motivo molto serio per dire di no!

 

Ad esempio può manifestare il suo essere distinto da te, l’aver bisogno di più lentezza, di più tempo, può provare emozioni che non sa ancora esprimere (del resto come molti adulti!).

 

Insomma, invalidare il suo “no”, anche se attraverso “dolci” manipolazioni, non lo aiuta a costruire una sana e robusta abitudine a decidere per se stesso, anche in base al contesto.

 

Perché ti assicuro, che quando tuo figlio avrà vent’anni, tu vorrai che a pressioni ripetute di coetanei per fare qualcosa a cui ha già detto di no, lui continui ad ascoltare se stesso e continui a dire no, non che ceda perché sente più importante ascoltare le richieste altrui!

 

Così, se ad esempio tuo figlio di due anni vuole uscire senza giacca, puoi permetterti di fargli sentire all’esterno se indossarla o no, poiché magari in casa non ha la percezione del cambiamento e non ne comprende ancora la necessità.

 

Naturalmente, se invece vuole correre in mezzo alla strada e continua a dire NO…beh, qui non è lo stesso! Occorre ripetere in continuazione, e bloccarlo fisicamente se assolutamente necessario. Col tempo saprà distinguere le situazioni di pericolo, e i “no” che non sono stati accettati per motivi di salvaguardia della sua incolumità.

 

A quale No, ti è più difficile far fronte? Scrivimelo nei commenti!

 

Per accompagnarti nel trasformare le situazioni che portano ansia e sofferenza nella tua quotidianità con tuo figlio, Contattami qui per una consulenza gratuita di 30 minuti:

Parleremo, risponderò alle tue domande e fisseremo un appuntamento.
Scopriremo insieme il modo in cui puoi liberare il tuo potenziale.
Sono disponibile per incontrarti online e parlare di ciò che ti sta più a cuore in questo preciso momento della tua vita.

Ti sarà utile a seminare il tuo giardino per una genitorialità serena, felice e soddisfacente, nel rispetto dei tuoi bisogni e di quelli di tuo figlio.

 

A venerdì prossimo,

Vera

 

Bibliografia

FILLIOZAT, ISABELLE, Nessun genitore è perfetto, Edizioni Piemme, Milano 2011

JUUL, JESPER, Il bambino è competente, Feltrinelli Editore, Milano 2001

KABAT-ZINN, MYLA e JON, Il genitore consapevole, Edizioni Garzanti, Milano 2014

NEUFELD, GORDON; MATÉ, GABOR, I vostri figli hanno bisogno di voi. Perché i genitori oggi contano più che mai, Edizioni Il Leone Verde, Torino 2009

ROSENBERG, MARSHALL B., Le parole sono finestre [oppure muri], Introduzione alla comunicazione nonviolenta, Edizioni Esserci, Reggio Emilia 2003

VITALE, SIMONA, Femminilità e abbondanza, Edizioni Amazon 2019

 

Vera Ghirardini

Ciao! Sono Vera Ghirardini, consulente genitoriale. Aiuto i genitori che si chiedono dove stanno sbagliando, a vivere con leggerezza e armonia, nel rispetto dei propri bisogni e di quelli dei propri figli
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