Cosa fare se tuo figlio non collabora

Cosa fare se tuo figlio non collabora

Bentornata/o nella rubrica di Genitori e Boccioli!

 

Oggi ti parlo di un errore molto comune in cui inciampa la quasi totalità dei genitori che conosco quando si ritrovano a relazionarsi con i figli.

Si tratta di un errore comune, e per questo, sottovalutato o addirittura ignorato, perché si sa, tanto, fanno tutti così e dunque non può trattarsi di un errore.

Invece, trasformare la tua prospettiva rispetto a questa situazione, può generare foreste dove invece rischiano di espandersi deserti. Per questo ti suggerisco di dedicare la tua migliore concentrazione del momento alle prossime righe e…si parte!

Voglio cominciare raccontandoti un aneddoto che mi ha illuminato per diversi giorni:

UN NEONATO DI 7 GIORNI SA INDIVIDUARE 70 TIPI DIVERSI DI SORRISO DELLA MADRE

Settanta tipi di sorrisi diversi.

 

Wow, tu lo sapevi che un essere umano può modulare il suo viso in modo da esprimere settanta tipi diversi di sorrisi?

La madre viene qui intesa come principale figura di accudimento, nelle famiglie in cui questa figura di accudimento dovesse essere differente, il neonato applicherebbe lo stesso attento e inesauribile studio, alla figura di accudimento principale.

 

Gli esseri umani sono esseri sociali fin dalla nascita – addirittura dal grembo! – e da quel momento hanno pari necessità di ricevere nutrimento, protezione e altrettanto hanno necessità di ricevere riconoscimento.

 

RICONOSCIMENTO

immagine di smilie giallo con sorriso in una cornice. scritta: "Mi vedi? Sono importante per te? Vado bene?"

Sì, fin dalla nascita, i bambini, hanno bisogno di essere riconosciuti dall’altro, di sentire di esserci PER l’altro.

 

Grazie a questo riconoscimento che ricevono, e per ricevere il quale utilizzano ogni strumento in loro possesso, possono integrare tutti i sistemi vitali che li caratterizzano.

 

E con quel riconoscimento, come esseri sociali, gli esseri umani vogliono apprendere dai più esperti, normalmente più grandi d’età, genitori ad esempio, o i fratelli più grandi.

 

Ma anche, nel lavoro, da colleghi più esperti, o nello sport, da atleti professionisti, nel caso dei dilettanti.

 

A cosa serve ai bambini, e agli esseri umani in genere, apprendere dai propri simili più esperti di loro?

 

Te lo spiego subito:

 

È essenziale per sopravvivere! L’essere umano è più debole di predatori come la tigre, e meno prolifico dei topi, e per garantirsi la prosecuzione della specie ha necessità di un gruppo. E anche oggi, nonostante l’illusione di indipendenza e autonomia quasi assoluta che le tecnologie e i progessi delle scienze ci danno, abbiamo bisogno degli altri per sopravvivere.

 

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Torniamo a te, ed al tuo bambino.

 

Mentre mostri al bambino, in quanto più esperto di lui, come funziona il tuo mondo, almeno secondo la tua esperienza, il tuo bambino cosa farà?

 

Il tuo bambino farà esattamente ciò che tu ti aspetti da lui.

Farà quello che ti aspetti che lui faccia.

 

Vera, ma cosa stai dicendo? Mio figlio fa spesso il contrario di quello che gli ho chiesto e che io voglio!

 

Giusto! E… infatti il bambino fa esattamente quello che tu ti aspetti da lui, non quello che tu VUOI che lui faccia!

 

In che modo ciò che mi aspetto è diverso da ciò che voglio che il bambino faccia?

 

Ottima domanda!

 

Quando il bambino fa ciò che ti aspetti, ti mostra quali siano profondamente le tue credenze sui bambini, su di lui e sugli esseri umani.

 

Okay, forse non sempre assolutisticamente, ma certamente ti mostra che sta rispondendo alle credenze sottostanti alle tue azioni, alle tue parole, alle tue reazioni.

 

Ti sembra fantascienza? Ti invito a continuare la lettura, deciderai da te, nel frattempo ti anticipo: è trasformando queste credenze che potremo osservare che il comportamento dei nostri bambini diventa collaborativo.

 

Il primo errore che un genitore fa è non abbracciare la consapevolezza che i bambini hanno un’indole collaborativa e pacifica.

 

Tiro ad indovinare, visto che stai ancora leggendo, che tu non creda che i bambini debbano essere resi buoni, o aggiustati in qualche modo.

 

E se desideri ardentemente e profondamente che nella tua famiglia regni armonia, e che i tuoi bambini siano felici e fioriscano, occorre ricordare quanto fondamentale sia per i bambini il riconoscimento da parte del gruppo, e degli adulti, a cui fanno riferimento.

 

I bambini vogliono, bramano renderci felici!

 

Partire da questo presupposto, ci consente di infonderlo nelle parole e nei gesti che facciamo e trasmetterlo ai bambini. Che come modulano i nostri sorrisi da neonati, modulano il nostro modo di guardarli come la realtà per come essi stessi guardano al loro comportamento.

 

E i bambini non distinguono il loro comportamento dalla loro essenza, da ciò che sono!

 

Partire da questo presupposto, e ricordare che i bambini hanno un’indole collaborativa e volta alla collaborazione, non ti renderà indenne dagli errori.

 

Al tempo stesso, consentirà al bambino di costruire, nella maggior parte del tempo, una immagine di se stesso positiva, così da rendere sufficienti le riparazioni in momenti in cui ti accadrà di dimenticare che i bambini fanno sempre del loro meglio!

 

Con questa consapevolezza, avrai accesso a risposte e comportamenti e strumenti dentro te, o a cercarne di nuovi, a cui non avresti pensato se fossi stato radicato nella credenza che tuo figlio ti stesse sfidando.

 

Se crei una relazione partendo da questa consapevolezza e fiducia nei confronti di tuo figlio, ti dico cosa può succedere:

 

Creerai una relazione, con tuo figlio, basata sull’alleanza, ed entrambi sentirete che siete dalla stessa parte.

 

Tuo figlio saprà che sei dalla sua parte, darà valore alla tua opinione, saprà che lo starai realmente considerando e mentre crescerà potrà considerare i tuoi consigli.

 

Per accompagnarti nel trasformare le situazioni che portano ansia e sofferenza nella tua quotidianità con tuo figlio, ho scritto un eBook.
Ti sarà utile a seminare il tuo giardino per una genitorialità serena, felice e soddisfacente, nel rispetto dei tuoi bisogni e di quelli di tuo figlio.

Puoi scaricare qui il mio eBook, è uno strumento che ho preparato per te, un distillato di ciò che ti serve per uscire dai soliti schemi che ti portano sofferenza nel relazionarti con i tuoi bambini.
Il benessere di una società si costruisce a partire dal benessere delle famiglie. E il benessere della tua famiglia può germogliare dal tuo benessere come genitore e come persona.

Più siamo connessi a noi stessi, ai nostri bambini, e alla nostra guida interiore, meno abbiamo aspettative non realistiche e meno situazioni di equilibri disfunzionali si sviluppano.

A venerdì prossimo!
Vera Ghirardini

Bibliografia

JUUL, JESPER, Il bambino è competente, Feltrinelli Editore, Milano 2001

NEUFELD, GORDON; MATÉ, GABOR, I vostri figli hanno bisogno di voi. Perché i genitori oggi contano più che mai, Edizioni Il Leone Verde, Torino 2009

ROSENBERG, MARSHALL B., Crescere i bambini con la comunicazione non violenta, Edizioni Esserci, Reggio Emilia 2020

ROSENBERG, MARSHALL B., Le parole sono finestre [oppure muri], Introduzione alla comunicazione nonviolenta, Edizioni Esserci, Reggio Emilia 2003

SAINTE MARIE, ELIANE, Clean Parenting, su coachingforwholeness.com

SIEGEL, DANIEL J. e  PAYNE BRYSON, TINA, 12 Strategie rivoluzionarie per favorire lo sviluppo mentale del bambino, Raffaello Cortina Editore, Milano 2012

Vera Ghirardini

Ciao! Sono Vera Ghirardini, consulente genitoriale. Aiuto i genitori che si chiedono dove stanno sbagliando, a vivere con leggerezza e armonia, nel rispetto dei propri bisogni e di quelli dei propri figli
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