No dai, non mi aiutare! Tanto ce la faccio…

No dai, non mi aiutare! Tanto ce la faccio…

Se ricevere aiuto, o conforto, o supporto, ti pesa tanto, e in che modo questo ti allontana dalle tue relazioni più care, inclusa quella con tuo figlio.

Oggi ti parlo di un concetto contro-intuitivo, tanto logico quanto inusuale. Si tratta di una formula talmente semplice da risultare ridicola, eppure, la formula più efficace che conosca per aumentare la qualità della tua vita:

Fare troppo ti fa ottenere meno di quello a cui puoi ambire.

Elogio della costanza

Ora, non fraintendermi: sono una grande fan della costanza. L’impegno e la costanza portano a grandi risultati, in moltissimi ambiti, se non in tutti. Ma… c’è un ma.

L’impegno, a seconda del contesto, si manifesta in modi differenti, e così pure la costanza.

Se ad esempio vuoi migliorare la flessibilità nello yoga, ti occorrerà un piano di allenamenti che nel tempo ti consenta di sviluppare questa abilità. E oltre al piano, ti occorrerà effettivamente di svolgerli, questi allenamenti!

Se invece sei incinta, e desideri il più possibile vivere una gravidanza serena, ti serve parimenti un piano per imparare a sentire il corpo che cambia, ascoltarlo nei momenti in cui richiede riposo, prevenendo di arrivare all’apice dello stress, oppure nei momenti in cui richiede movimento: le evidenze scientifiche confermano che, senza strafare ed evitando sforzi eccessivi o rischi di cadute, è indicata una certa attività aerobica in gravidanza.

In entrambi i casi, ti viene richiesto un impegno e una costanza, ma come hai visto, si tratta di una diversa sfaccettatura di impegno e di costanza.

In che modo “fare troppo” mi danneggia, allora, Vera?

Te lo spiego subito.

Permetterti di ricevere

Quando incontro per la prima volta ogni mia nuova cliente, la ascolto raccontare la propria storia, e con essa, tutti i pesi che si porta. E se li porta tutti come se fossero di sua completa e unica competenza.

Come Giulia, nome di fantasia, che con tre bambini, sente lo stress di lavorare, fare la spesa, cucinare, pulire, portare i figli a tutti gli incontri sportivi e medici vari, organizzare gli incontri scuola-famiglia e, al tempo stesso, porta la responsabilità di non disturbare il marito, impegnato in un importante progetto per il lavoro.

Parlo di questo:

  • Colmare lo spazio, e l’impegno, che non viene coperto da chi fa parte del tuo mondo, così che i tuoi bisogni non trovano mai un loro soddisfacimento, e tu vivi in uno stato di stress perenne.
  • Accollarti lavoro e responsabilità altrui.
  • Non rendere gli altri responsabili della propria parte, sbrigandola tu prima ancora che possano farsene carico.

Rimuovere queste abitudini ti permette di sbloccare la tua ricettività, permettendo l’accesso dell’abbondanza che desideri. Ogni settimana condivido temi legati alla genitorialità che valorizza al tempo stesso la tua individualità, se non vuoi perderti nemmeno un articolo del blog Genitori e Boccioli, iscriviti subito alla mailing list.

 

Seguire i tuoi ritmi

Prendere la tua vita con calma ti consente di seguire i tuoi ritmi: i ritmi del tuo corpo, i ritmi delle tue emozioni, i ritmi del tuo pensiero.
Questa idea che in ogni giornata ci sia un livello standard di produttività da raggiungere è illusoria: riducendo all’osso le incombenze in una giornata, puoi ricaricare le pile e risultare molto più produttivo il giorno seguente, o i giorni seguenti.

Ma non fraintendere! Non voglio trasformarlo in un articolo a vantaggio di una maggiore produttività, non è questo il mio intento.
Io desidero che tu ti focalizzi su di te e su cosa ti serve per consentire di allentare la tensione, e coltivare relazioni autentiche in cui puoi sia dare che ricevere:

Se non ti consenti di ricevere, il tuo dare senza risparmiarti ti isolerà e la relazione perderà di autenticità.

 

I tuoi bisogni al centro di te

Quando ti metti al centro, e ti prendi in carico di manifestare i tuoi bisogni, innanzitutto a te stessa, e successivamente davanti agli altri, partner o figli o colleghi…, tu consenti loro di poter reciprocare.

Come L.. Qualche tempo fa, mi ha scritto:

Proprio ieri sera quando sono rientrata in casa dal lavoro alle 20 passate , L. come prima cosa mi ha detto che aveva riordinato tutta la camera dopo che la sua amichetta era andata via . Ero sollevata e contenta perché per la prima volta aveva visto il mio bisogno, allo stesso tempo mi sono chiesta quanto le sia pesato , quanto lo avrebbe voluto davvero fare e quanto invece sia stato dettato dal mio nervosismo di quando rientravo a casa e la trovavo tutta incasinata.
I figli spesso vogliono poter essere la parte donante della relazione: ti portano un fiore, un sasso, una foglia. Fanno un disegno per te.

Consentirti di ricevere un gesto appositamente per te, e riconoscere il loro impegno, alimenta la relazione.

Adesso, ti chiedo di sederti in una posizione comoda, e di chiudere gli occhi. Puoi fare qualche respiro, lentamente, e quando sei pronta, di chiederti:

Cosa faccio, di troppo, che mi blocca nel ricevere, e mi tiene lontana dall’abbondanza?

Puoi scrivermelo nei commenti! Può trattarsi di un carico eccessivo che ti assumi nel lavoro, magari svolgendo mansioni anche al posto di qualche collega. Oppure può essere una eccessiva disponibilità nei confronti di un cliente. O ancora, potresti essere troppo accomodante e non far rispettare i tuoi confini, i tuoi bisogni naturali. O magari vuoi accontentare tutti, cerchi approvazione.

Fammelo sapere nei commenti!

Per accompagnarti nel trasformare le situazioni che portano ansia e sofferenza nella tua quotidianità con tuo figlio, ho scritto un eBook:
Come smettere di ripetere sempre gli stessi errori con tuo figlio.
Ti sarà utile a seminare il tuo giardino per una genitorialità serena, felice e soddisfacente, nel rispetto dei tuoi bisogni e di quelli di tuo figlio.

A martedì prossimo!
Vera Ghirardini

Bibliografia

FILLIOZAT, ISABELLE, Nessun genitore è perfetto, Edizioni Piemme, Milano 2011
KABAT-ZINN, MYLA e JON, Il genitore consapevole, Edizioni Garzanti, Milano 2014
LAVRIJSEN, ANNETTE, Niksen. L’arte di non fare niente per vivere slow, Edizioni Slow food, Cuneo 2021
LUMERA, DANIEL e DE VIVO, IMMACULATA, La lezione della farfalla. 7 consapevolezze per rigenerarsi e scoprire un nuovo benessere, Edizioni Mondadori, Milano 2021
POLI, ENRICA FRANCESCA, Le emozioni che curano, Edizioni Mondadori, Milano 2019
ROTH, GENEEN, When food is love. Exploring the relationship between eating and Intimacy, Penguin Group, New York 1992
VITALE, SIMONA, Femminilità e abbondanza, Edizioni Amazon 2019

Vera Ghirardini

Ciao! Sono Vera Ghirardini, consulente genitoriale. Aiuto i genitori che si chiedono dove stanno sbagliando, a vivere con leggerezza e armonia, nel rispetto dei propri bisogni e di quelli dei propri figli
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