Sei in ferie: come gestire le critiche in famiglia

Sei in ferie: come gestire le critiche in famiglia

Ti succede di sentirti stressato all’idea delle vacanze coi parenti?

Molti genitori soffrono delle critiche che ricevono in questi momenti di convivenza per come crescono i propri figli, succede anche a te?

Molte famiglie con cui lavoro, vivono in piccoli nuclei familiari. Fatta eccezione per il lavoro, i genitori trascorrono con i propri figli la maggior parte della settimana, a volte del mese. L’antica struttura di famiglia allargata, con il villaggio a supporto della famiglia, è cambiata.

Le vacanze, come pure le festività, sono attualmente tra i maggiori spazi e momenti condivisi con i parenti per molti dei genitori con cui ho a che fare.

Questo ti risuona, nella tua vita familiare?

Partecipi alle riunioni familiari da quando eri un bambino. Per molti anni, sei stato il bambino di casa, per poi diventare un adolescente e successivamente un adulto. Ora partecipi a queste riunioni da genitore, con i tuoi figli. Il ricordo delle emozioni che provavi da bambino durante questi ritrovi, si mischiano con quelle che provi da genitore.

Ricordo lo sguardo colmo di tristezza di una mamma, parlando di riunioni familiari:

“Nessuno vuole mai intromettersi, ma la parolina su cosa dovresti fare come genitore arriva sempre”

Ascolto dai miei clienti molto spesso parole simili a queste, colme di tristezza, a volte di rabbia.

Incontro ogni giorno genitori che incassano frasi come:

“Gli hai dato un’altra caramella? Non può mica averle tutte vinte!” oppure

“Dagliela quella caramella, ma che sarà mai!”

Alle riunioni durante le feste, zia pensa che dovresti dargliela, quella caramella. Nonno pensa che proprio non avresti dovuto dargliela.

Si tratta di parole che si depositano sulla sensazione di non essere in ogni caso un genitore sufficientemente buono per i propri figli.

I commenti non richiesti sul tuo modo di essere genitore, li immagino come un rumore forte da cui desideri in qualche modo allontanarti.

foto di donna che copre le orecchie con le mani, viso infastidito. scritta: Basta!

 

Il primo passo per rendere un rumore innocuo, è prendere distanza.

 

La migliore distanza che puoi mettere, è sentire profondamente che nessuno al mondo più di te abbia a cuore il meglio per tuo figlio.

Tu fai già tutto ciò che è in tuo potere per essere il miglior genitore per tuo figlio.

È per ricordarti di questo che ogni settimana condivido contenuti che contribuiscono ad alimentare le tue riflessioni in modo sano e utile e al contempo a valorizzare il tuo lavoro costante nell’accompagnare tuo figlio! Per non perderti nemmeno un articolo, iscriviti subito alla mailing list di Genitori e Boccioli!

Per mettere distanza dai commenti non richiesti, puoi naturalmente scegliere che hai voglia di trascorrere le vacanze solo con i bambini ed il partner, se presente: ne hai tutto il diritto.

 

Tuttavia, se non riconosci profondamente tutto l’impegno che metti nel crescere al meglio tuo figlio, i commenti che non ricevi dal vivo dai parenti, te li ritrovi nel cuore, a tormentarti.

 

Per mettere distanza dalle opinioni altrui per come ti comporti con tuo figlio, il secondo passo è ascoltare quella critica come se l’avesse detta il tuo più caro amico, nel modo più affettuoso possibile.

Puoi considerare la zia o il nonno come un amico e valutare il suo punto di vista. Puoi dire a te stesso:

“Ho risposto in modo duro, e ho negato a mio figlio quella caramella. Adesso, sono sempre convinto di non dargliela ma posso ripeterlo in modo affettuoso”

oppure

“Gliel’ho data, la caramella. Era forse una di troppo e l’ho data per esasperazione. D’accordo, la prossima volta potrò spiegare che metto il limite a quante ne mangia perché lo zucchero fa male. Gli dirò anche che so bene quanto è difficile fermarsi!” o ancora

 

“Non gli ho dato la caramella, ora mi ricordo che è festa ed una in più me la sono mangiata pure io, e valutare che posso dargli l’ultima più tardi”

 

Non sei tenuto a comunicare questi pensieri a nonno o a zio.

 

Non cambierai idea a causa loro.

Puoi invece avvantaggiarti del loro contributo a farti riflettere e prendere una decisione in modo ancora più consapevole, anche quando il modo in cui ti hanno parlato non ti piace.

Il terzo e prezioso alleato per smettere di attribuire potere alle critiche altrui sul tuo modo di fare il genitore, è darti tempo.

La tolleranza verso te stesso e l’esercizio dei primi due punti illustrati più su sono di grande aiuto per ricordarti che cambiare richiede tempo.

Non solo in famiglia puoi ricevere indicazioni indesiderate sul tuo rapporto con tuo figlio. Se andando dal medico, durante la visita oltre a informazioni sulla salute ricevi anche consigli pedagogici come:

“Non deve consolarlo sempre, mica sta soffrendo adesso” oppure

“Lo contenga, potrebbe peggiorare e disturbare”

Come se tu non avessi idea di come funziona la relazione con tuo figlio e su come prevenire i momenti di tensione, potresti sentire la rabbia che sale e rispondere in un modo che non ritieni efficace.

E chi ti può comprendere meglio di me? Questi esempi li porto perché sentiti dalle mie vive orecchie.

Come quando hai imparato a camminare, molti anni fa, i risultati misurabili li puoi osservare con la costanza e a fronte di qualche errore.

QUANDO TI SENTI GIUDICATO PER COME CRESCI TUO FIGLIO

Se ti accorgi di rimuginare sulle parole che ti hanno rivolto in una conversazione, puoi ricordare i passi descritti:

  1. Riconosci tutto il tuo impegno nell’essere il miglior genitore possibile per tuo figlio.
  2. Scegli di ascoltare con nuove orecchie le critiche: quando riconosci a te stesso il tuo valore, una opinione espressa in modo poco affettuoso può darti una possibilità di fortificare il tuo essere genitore. Sia che tu scelga di cambiare idea oppure no.
  3. Datti tempo per apprendere ed esercitarti in nuovi pensieri e nuovi atteggiamenti.

 

Se non ti soddisfa come hai risolto una situazione, riparti dal punto uno: ricorda a te stesso che tu fai ed hai sempre fatto del tuo meglio come genitore.

Solo successivamente, considera il punto due: valuta in che modo puoi ricavare qualcosa di utile per te dalla critica ricevuta.

 

A questo proposito, ho scritto il mio primo eBook

“Smetti di ripetere sempre gli stessi errori con i tuoi figli”

per aiutarti a riconnetterti con te stesso e con tuo figlio, uscendo dai soliti schemi di errore per cui ti rimproveri o senti che ti rimproverano.

Puoi scaricarlo qui sopra!

 

E intanto, se senti di voler rispondere alla persona che ti ha criticato, puoi utilizzare la mia tecnica, puoi rispondere:

“È possibile che sia come tu dici. Per ora, ho deciso così/per noi va bene così/questa soluzione va bene per te, io sono io”.

Ricorda: questa risposta funziona molto bene se applichi i punti precedenti!

A venerdì prossimo,

Vera Ghirardini

 

Bibliografia

BORTOLOTTI, ALESSANDRA, Genitori di genitori. Diventare nonni affettuosi e rispettosi, Edizioni Mondadori, Milano 2019

BROSCHE, HEIDEMARIE, Figli Imperfetti, Come riconoscere i punti di forza nei difetti dei nostri figli, Edizioni Erickson, Trento 2018

FILLIOZAT, ISABELLE, Nessun genitore è perfetto, Edizioni Piemme, Milano 2011

KABAT-ZINN, MYLA e JON, Il genitore consapevole, Edizioni Garzanti, Milano 2014

Vera Ghirardini

Ciao! Sono Vera Ghirardini, consulente genitoriale. Aiuto i genitori che si chiedono dove stanno sbagliando, a vivere con leggerezza e armonia, nel rispetto dei propri bisogni e di quelli dei propri figli
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