3 cose che tuo figlio ha bisogno di sapere per proteggersi da contatti indesiderati

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Come aiutare i bambini a rinforzare la loro sicurezza e tutelarli dagli adescatori (Più 5 suggerimenti per costruire da subito la cultura del consenso in casa tua)

 

Sapevi che il 70% degli abusi sessuali è perpetrato nei confronti di minori di diciotto anni? Il 70% di tutti gli abusi denunciati, inclusi quelli su adulti.

Figli piccoli, problemi piccoli. Figli grandi, problemi grandi.

Hai mai sentito questo detto? A me lo hanno ripetuto infinite volte.

Onestamente, non mi sento di pronunciarmi né in suo favore né in suo sfavore.

Credo che problemi che compaiono in momenti differenti non possano essere messi su una bilancia per saggiarne la differenza di portata.

Noto, tuttavia, che una certa sensibilità va ingigantendosi (comprensibilmente!) intorno a un tema molto specifico, con l’avanzare dell’età dei bambini. Si tratta del tema che riguarda la loro tutela.

Tutelare il loro corpo, insegnare loro a vivere una vita al sicuro e nella piena consapevolezza che il loro corpo è il loro tempio.

Insegnare loro, in poche parole, la cultura del consenso.

Insegnare ai bambini la cultura del consenso, va molto oltre l’insegnare loro a dire “NO” a contatti indesiderati.

Il consenso è il cuore di comunicazioni migliori, relazioni sociali più soddisfacenti, e un senso di sé più integro e saldo.

E il consenso comincia in famiglia, molto presto, e molto prima che abbia a che vedere con le relazioni sessuali.

 

 

Ho introdotto il tema del consenso nell’articolo della scorsa settimana, che puoi ritrovare qui

 

Se non lo hai ancora letto, ti suggerisco di recuperarlo, perché offre una visione sul come, per i bambini, mantenere segreti sia un punto chiave che ne favorisce l’adescamento. Purtroppo il 90% dei bambini abusati conosceva il proprio adescatore, solo il 10% è stato adescato da uno sconosciuto.

 

Per questo è davvero indispensabile cominciare a fornire gli strumenti giusti ai bambini il prima possibile, e tratterò il tema anche nel prossimo articolo. Per questo condivido con te il link per ricevere gli aggiornamenti a questa rubrica direttamente nella tua posta elettronica!

 

Purtroppo il tema dell’adescamento si collega fortemente a un grande, grandissimo tabù di questa società: parlare di sessualità sembra proibito, ed è possibile che nessuno abbia affrontato approfonditamente e serenamente il tema nemmeno con te.

 

Ma ho una notizia meravigliosa per te: non c’è bisogno di parlare subito di questo.

 

Prima cominci, meglio è

 

Cominciare quando hai bambini piccoli è l’ideale, per accompagnarli in modo sicuro a muoversi nel mondo. Anzi, se cominci molto presto, non c’è nemmeno bisogno di partire con l’educazione sessuale come la intende la scuola: la prevenzione alla gravidanza o i rapporti sessuali possono essere affrontati più avanti.

 

C’è un ulteriore vantaggio: qualsiasi imbarazzo ti possa provocare il tema, non verrà colto dai bambini sotto i 5 anni, e puoi così esercitarti nel modificare quella sensazione di disagio che provi e al tempo stesso aiutarli a crescere e muoversi nel mondo con guadagnata sicurezza.

 

Cosa serve sapere ai bambini

I bambini hanno bisogno di tre pilastri fondamentali per acquisire le competenze necessarie a muoversi nel mondo:

  1. Devono imparare a non mantenere segreti;
  2. Devono maturare un profondo rispetto dei propri confini corporei:
  3. Devono comprendere intimamente quale sia la differenza tra un contatto fisico sicuro e un contatto fisico non sicuro

Di come non mantenere segreti ho già parlato ampiamente in questo articolo, condivido nuovamente qui il link per tua comodità, e anche perché è fondamentale che tu sviluppi questo tema con tuo figlio.

 

Prima di approfondire gli altri due punti, ho bisogno di fare una importante premessa.

 

Sapere è diverso da saper fare

Come negli altri ambiti della vita, che i bambini sappiano quali sono i propri confini, o che non devono mantenere i segreti, o ancora la differenza tra un contatto sicuro e uno non sicuro, non è sufficiente affinché possano mettere in atto delle difese.

 

 

Per farti un esempio molto più semplice, sono sicura che anche tu sai che bere a sufficienza, e in abbondanza, è uno dei fattori fondamentali per godere di buona salute. Eppure, quante volte persone conosci che si ritrovano a bere una quantità inferiore a quella che servirebbe loro per mantenere una buona idratazione corporea e che consentirebbe loro di liberarsi delle tossine in eccesso?

 

Lo stesso vale per il mettere in pratica la cultura del consenso: i contatti indesiderati non avvengono sempre in modo univoco, ci sono un’infinità di sfumature attraverso cui si manifestano.

 

Ad esempio, un bambino difficilmente riceve la richiesta esplicita di poter essere baciato. Piuttosto, ci possono essere momenti in cui un adulto lo guarda e gli dice: “Ma come sei bello!” e poi, a questa frase, segue l’avvicinamento della testa dell’adulto al bambino, che poi lo bacerà.

 

Come fa il bambino a rispondere NO a domande che non gli vengono mai poste, come “Posso darti un bacio?”?

Ho ascoltato dalle mie orecchie, frasi dirette a bambini come: “Vai via senza darmi un bacio?”, nella retorica di essere in diritto di riceverlo, quel bacio. Perché poi, quegli adulti se lo sono andati a prendere dal bambino, che fermo non si era mosso e non manifestava intento di salutare in quel modo.

Immagine di bambina fotografata in tre momenti diversi: una foto con mani sulle orecchie, una con le mani sugli occhi, una con le mani sulla bocca. Scritta: Permettimi di dire no

Ti sembra eccessivo, forse. In fondo, potresti dirmi: ma Vera, che sarà mai! Se dovessi ascoltare mio figlio ogni volta che non vuole dare o ricevere un bacio dalla nonna o dalle mie amiche, non lo farebbe mai!

 

Ora, prima di rispondere a questa obiezione, vorrei riportarti ai momenti in cui un potenziale partner si è avvicinato a te. Quanto somiglia a quei momenti di bambino o di bambina:

 

“Sei bellissima!”, ti può aver detto qualcuno interessato. E poi, che ha fatto? Magari si è avvicinato e ha provato a ridurre la distanza fisica o ha provato a baciarti.

 

Ora io ti chiedo, quanta velocità, sicurezza, e assertività è necessaria per:

 

  1. Scansare il bacio, non desiderato o per cui non sei pronta in quel momento?
  2. Allontanarti a bacio avvenuto, se non eri del tutto o anche solo in parte d’accordo?

 

Sono certa, che desideri che tuo figlio, o tua figlia, non debbano sentirsi in difetto se allontanano qualcuno da cui non vogliono le attenzioni, una volta cresciuti.

 

Come possano, al tempo stesso, maturare questa sicurezza nell’allontanare un contatto indesiderato da adulti, ed essere costretti a baciare qualcuno anche quando non se la sentono da bambini, non è comprensibile.

 

La paura di scontentare gli altri

Conosci qualcuno che non si sente libero di lasciare uno, o più, gruppi Whatsapp perché non sarebbe molto cortese? Io sì! E magari, è successo anche a te. Io stessa mi sono trovata in una situazione simile.

 

Cosa ti succede, se fatichi a scontentare gli altri, come nel caso di rimandare l’uscita da un gruppo Whatsapp oppure di non dire no a un contatto non del tutto (o per niente) desiderato?

 

Succede quello che hai appreso da bambina: che se l’altro è scontento, allora forse cercherà di farti sentire in colpa per quello che fai. “Nonna è triste se non le dai un bacio… Ma come, non vuoi bene a nonna? E allora dalle un bacio!”

 

Che è lo stesso meccanismo che si attiva nei bambini e negli adolescenti quando non dicono di no a qualcuno di popolare, nella loro scuola ad esempio, perché desiderano ardentemente far parte del gruppo.

 

Cosa fare per incrementare la sicurezza di tuo figlio, oggi

Occorre cominciare da ora, fin da neonati, i confini che presentano:

 

  1. Non forzare i bambini a condividere i giocattoli (trovi un articolo di approfondimento qui)
  2. Accompagnarli a gestire la frustrazione se un bambino non vuole giocare con loro, perché è rispetto dei confini altrui
  3. Legittimare i bambini nel loro rifiuto di giocare se non desiderano in quel momento condividere il tempo con un altro bambino
  4. Imparare a leggere i loro segnali corporei, per rispettare quando non desiderano essere avvicinati, e quando invece desiderano un abbraccio
  5. Informare gli altri adulti della famiglia e della cerchia del bambino che state procedendo a un rafforzamento della cultura del consenso, con riverbero sul futuro prossimo e sul futuro lontano di vostro figlio

 

Questi sono solo alcuni suggerimenti, te ne vengono in mente altri che puoi applicare già da oggi, a prescindere dall’età di tuo figlio?

 

Raccontamelo nei commenti!

 

Per accompagnarti nel trasformare le situazioni che portano ansia e sofferenza nella tua quotidianità con tuo figlio, Contattami qui per una consulenza gratuita di 30 minuti:

Parleremo, risponderò alle tue domande e fisseremo un appuntamento.
Scopriremo insieme il modo in cui puoi liberare il tuo potenziale.
Sono disponibile per incontrarti online e parlare di ciò che ti sta più a cuore in questo preciso momento della tua vita.

Ti sarà utile a seminare il tuo giardino per una genitorialità serena, felice e soddisfacente, nel rispetto dei tuoi bisogni e di quelli di tuo figlio.

 

A martedì prossimo!

Vera Ghirardini

 

Bibliografia

FINKELHOR, D., Characteristics of crimes against juveniles, Crimes against Children Center, Durham (NH) 2012

SANDERS, JAYNEEN, My body, what I say goes, Edizioni Upload publishing, Victoria Australia 2016

ULLMAN, S.E., Relationship to perpetrator, disclosure, social reactions, and PTSD symptoms in child sexual abuse survivors. Journal of Child Sexual Abuse, p 19-36, 2007<>

 

 

Vera Ghirardini

Ciao! Sono Vera Ghirardini, consulente genitoriale. Aiuto i genitori che si chiedono dove stanno sbagliando, a vivere con leggerezza e armonia, nel rispetto dei propri bisogni e di quelli dei propri figli
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