Quando è meglio spiegare a tuo figlio che i bambini non nascono sotto ai cavoli

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3 suggerimenti per diventare il punto di riferimento di tuo figlio su come funziona il suo corpo, e metterlo al riparo dagli adescatori

“Loro non chiedono e noi non abbiamo mai affrontato l’argomento.”

Queste le parole che mi ha confidato una mamma, riguardo a come sviluppare il tema dell’intimità con le proprie bambine.

Lo scorso novembre mi sono imbattuta in una notizia che mi ha gelato il sangue:

Un gruppo di abusatori si scambiava materiale pedo-pornografico in chat. Mi ha colpito allo stomaco questa frase:

“Nell’inchiesta è piombato anche un professionista che forniva istruzioni su come instaurare un contatto sessuale con un minore.”

Il tema della sessualità è davvero sottovalutato, e vive nel paradosso che i bambini percepiscono che si tratta di un argomento al contempo interessante e segreto.

Meno i tuoi figli ne sanno e pensano di non poter chiedere spiegazioni, e più eventuali malintenzionati hanno le porte aperte per intentare un adescamento o un abuso.

Se i tuoi figli non ti vedono come la persona a cui fare riferimento per tutti i loro dubbi, troveranno le loro risposte nei coetanei o in altri adulti.

Ho deciso di introdurre il tema, sia che tu abbia bambini in età prescolare, che tu abbia bambini più grandi, è fondamentale che tu tratti l’argomento da domani stesso.

Non soltanto saranno le basi per fornire loro gli strumenti per proteggersi da eventuali adescatori, ma consentirai anche loro di avere una crescente consapevolezza su come costruire relazioni di qualità nel tempo, e prendere decisioni sul proprio corpo con serenità.

 

Da due settimane tratto il tema della cultura del consenso, puoi recuperare gli articoli precedenti su come evitare che tuo figlio ti mantenga i segreti qui, e qui l’articolo su come incrementare la sicurezza dei tuoi bambini per tutelarli dagli adescatori.

 

 

Oggi continuiamo con un tassello fondamentale di questo mosaico: come introdurre ai bambini la conoscenza del corpo, parlando, tra le altre cose, di mestruazioni. Se ti eri persa gli articoli precedenti e vuoi evitare che ti succeda di nuovo di perderti i prossimi articoli, condivido con te il link per ricevere gli aggiornamenti a questa rubrica direttamente nella tua posta elettronica!

Aspettare che siano i figli a porre le domande sulla sessualità non è una buona idea

Spesso ascolto i genitori parlare di questo tema come di un argomento da far sollevare ai bambini. L’idea di base di chi la pensa in questo modo, viene presentata come una forma di rispetto per i tempi dei singoli bambini per sviluppare la curiosità verso l’argomento.

 

Niente di più rischioso.

 

Se questo approccio di centralità nei confronti dei tempi di ogni bambino è sacro quando riguarda l’acquisizione di competenze come camminare, leggere, scrivere, andare in bicicletta, per l’educazione al corpo e alla sessualità non è prudente procedere con lo stesso metodo. Individuo tre motivi principali per cui è opportuno che cominci a parlarne tu, a tuo figlio:

 

  1. Il tema è un grande tabù, e qualsiasi forma di domanda che ti giunga in tenera età, da parte di tuo figlio, potrebbe essere liquidata per eventuali resistenze a parlarne apertamente, e questo rinforzerebbe la sensazione, da parte del bambino, che tu non sia la persona con cui poi in futuro possa parlare di dubbi o problemi riguardo il proprio corpo;
  2. La sessualità è anche percepita come un argomento interessante, pur essendo così segreto, poiché può essere ritrovata in moltissime pubblicità ammiccanti, con persone (per lo più donne) seminude e provocanti, oltre che in telefilm anche per bambini con bimbi che “si fidanzano”, bambine truccate e vestite in abiti più stretti di quanto la comodità del gioco possa necessitare. Se anche tuo figlio non guarda la tv, si confronta con gli amici, e nel gioco riceve informazioni di come i suoi coetanei hanno recepito il tema dalla tv o anche da fratelli più grandi.
  3. Bambini più sprovveduti e ignari, che non hanno un dialogo costante con i genitori sul funzionamento del proprio corpo e sull’educazione sessuale, diventano più facilmente preda di adescatori. Questa ignoranza li porta ad affidarsi agli altri, e secondo una ricerca di De Bellis e Spratt del 2011, l’atteggiamento di fiducia è una delle caratteristiche che gli adescatori più ricercano nelle loro vittime.

 

Ora il tema si fa più pragmatico. Come puoi accompagnare tuo figlio a sentirsi più sicuro, senza terrorizzarlo ed evitando che giri per il mondo sentendosi sempre in pericolo?

 

Come parlare ai bambini

 

Ti ho dato alcuni strumenti negli articoli citati più su, e ti suggerisco di recuperarli appena possibile. Intanto, ti suggerisco di non limitarti a parlare con tuo figlio di prevenzione a malattie infettive o di come funziona la riproduzione.

 

Nonostante queste informazioni siano sicuramente fondamentali, non sono esaustive.

Immagine di bambine che si misurano in altezza, e una vuole raggiungere la più alta. Scritta "occorre dirgli di più"

Il motivo per cui il sesso risulta sia interessante che segreto, è che c’è un vero e proprio tabù sull’aspetto del piacere. Il piacere, in senso ampio, anche il piacere di una passeggiata all’aria aperta o di un pomeriggio trascorso a guardare il cielo blu, è vissuto spesso con colpevolezza: te lo devi essere meritato. Le vacanze, tanto agognate, sono probabilmente una boccata d’aria dopo un anno a spaccarsi la schiena in lungo e in largo, come a dover pagare un fio per potersi godere la vita.

 

Il piacere dell’intimità fisica amplifica il senso di vergogna, e diventa ancora più difficile parlarne, se non in modo alterato e goliardico come spesso accade a persone che consumano filmografia pornografica.

 

Tuttavia, ti sconsiglio caldamente di aspettare a parlare di questo tema finché tuo figlio non abbia raggiunto l’età in cui può accedere autonomamente e volontariamente a questo tipo di contenuti.

 

Quando cominciare a parlarne ai bambini

Ci sono due motivi per cui parlare molto presto, ai bambini, di sessualità:

 

  1. I bambini di oggi possono facilmente incorrere in materiali non adatti alla propria età, tramite la tecnologia propria o tramite quella di coetanei o dei loro fratelli più grandi. Non chiederti SE tuo figlio vedrà contenuti pornografici da bambino, chiediti QUANDO.
  2. Prima cominci, più saranno basiche le informazioni che avrai bisogno di condividere, e dunque ogni tuo eventuale imbarazzo nel parlarne andrà riducendosi con l’esercizio, e tuo figlio non se ne accorgerà almeno fino ai 5 anni.

Cominciando invece a parlarne a bambini più grandi, anche solo a 8 o 9 anni, potresti ritrovarti a dover rispondere a domande come:

 

“Mamma, cos’è un pom*ino? Mario lo diceva al parco, ma cos’è? E perché rideva?”

 

Ora, puoi immaginare l’imbarazzo, la vergogna, o la rabbia perché tuo figlio usa questa parola in casa tua?

 

Ecco perché occorre partire fin da neonati, con il secondo punto dei miei suggerimenti nel prossimo paragrafo.

 

Cominciare dalle basi

Il tuo obiettivo, non sarà di diventare la confidente delle avventure di tuo figlio, semplicemente di essere la persona di riferimento quando ha dubbi e paure riguardo a un tema in cui, per quanto tu possa pensare di no, sei sicuramente più informata di lui. Dunque ecco i miei suggerimenti:

 

  1. Evita “lo spiegone”. Non far sedere tuo figlio dicendo “Ti devo parlare”. Rende la conversazione seria, preoccupante e meno fluida;
  2. Nomina le parti del corpo con i loro nomi scientifici, evita risatine che rendano la conversazione ilare e tratta con serenità il parlare tanto di un braccio quanto degli organi genitali;
  3. Comincia molto presto a coinvolgere tuo figlio nella normalizzazione delle mestruazioni. Spesso tra donne ci si nasconde nel passarsi un assorbente, in caso un’amica ne abbia bisogno ma lo abbia dimenticato. Come fosse un avvenimento di cui bisogna vergognarsi, o qualcosa di illegale. Hai anche tu visto all’università o al lavoro passaggi sottobanco di bustine di assorbenti come fossero sostanze illecite? Ecco, comincia da casa, sia che tu abbia figli maschi o figlie femmine, a trattare con naturalezza le tue mestruazioni, mostrando a tuo figlio che è tutto normale.

Le domande di tuo figlio, e le tue spiegazioni, seguiranno in modo fluido se segui questi semplici passi.

L’argomento è certamente ampio e spesso può generare timori, e vorrei sapere da te: quale di questi suggerimenti ti sembra maggiormente alla tua portata per poter cominciare da oggi?

 

Raccontamelo nei commenti!

 

Per accompagnarti nel trasformare le situazioni che portano ansia e sofferenza nella tua quotidianità con tuo figlio, Contattami qui per una consulenza gratuita di 30 minuti:

Parleremo, risponderò alle tue domande e fisseremo un appuntamento.
Scopriremo insieme il modo in cui puoi liberare il tuo potenziale.
Sono disponibile per incontrarti online e parlare di ciò che ti sta più a cuore in questo preciso momento della tua vita.

Ti sarà utile a seminare il tuo giardino per una genitorialità serena, felice e soddisfacente, nel rispetto dei tuoi bisogni e di quelli di tuo figlio.

 

A martedì prossimo!

Vera Ghirardini

 

Bibliografia

FINKELHOR, D., Characteristics of crimes against juveniles, Crimes against Children Center, Durham (NH) 2012

SANDERS, JAYNEEN, My body, what I say goes, Edizioni Upload publishing, Victoria Australia 2016

ULLMAN, S.E., Relationship to perpetrator, disclosure, social reactions, and PTSD symptoms in child sexual abuse survivors. Journal of Child Sexual Abuse, p 19-36, 2007

 

 

Vera Ghirardini

Ciao! Sono Vera Ghirardini, consulente genitoriale. Aiuto i genitori che si chiedono dove stanno sbagliando, a vivere con leggerezza e armonia, nel rispetto dei propri bisogni e di quelli dei propri figli
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