L’autenticità. I super poteri che non sai di avere, episodio 1

L’autenticità. I super poteri che non sai di avere, episodio 1

Oggi cominciamo a parlare dei superpoteri che hai, e che ti servono per essere, oggi, per i tuoi figli, una voce e una presenza amorevole e di supporto.

Perché il modo in cui parli oggi ai tuoi bambini, diventerà la voce con cui loro parleranno a se stessi, una volta cresciuti.

La scorsa settimana ho introdotto il tema della disponibilità emotiva, in questo articolo, se lo hai perso puoi recuperarlo qui.

La disponibilità emotiva

Si tratta di una locuzione per esprimere la presenza e l’atteggiamento della madre nei confronti del bambino, una presenza e un atteggiamento che quando sono costruttivi e amorevoli, consentono al bambino di esplorare l’ambiente circostante, sperimentando sia l’esplorazione del mondo intorno che un nutriente ritorno alle mani materne.

Un ritorno al corpo materno, che include un nutrimento di emozioni e sicurezza, che una volta ricaricate, consentiranno poi di maturare ulteriore energia e curiosità per spingersi verso una nuova esplorazione.

La disponibilità emotiva viene spesso nominata nel descrivere la relazione madre-figlio, ed è certamente una semplificazione: questa infatti, si sviluppa anche tra padre e figlio e, successivamente, nelle relazioni che da adulti tendiamo a ripetere quanto appreso in queste relazioni così fondamentali sperimentate in tenera età.

Non mi addentrerò oltre, in questo articolo, nella spiegazione della disponibilità emotiva, lo svilupperò ancora nei prossimi articoli che riguardano i tuoi super poteri, per cui se non ti sei ancora iscritta alla newsletter, fallo subito in questo link e ti assicurerai di ricevere gli aggiornamenti direttamente nella tua casella di posta elettronica!
Oggi voglio concentrarmi sui….supereroi! Stiamo parlando di superpoteri, e dunque voglio raccontarti come mi è venuto in mente che anche tu li hai.

Cos’hai in comune con Elsa di Frozen e gli X-Men

La scorsa settimana guardavo il primo film degli X-Men, li conosci? Si tratta di un gruppo di supereroi mutanti, ognuno con un potere diverso. Il supereroe cattivo di quel film, è Magneto. Un uomo con il potere di generare e controllare campi magnetici, e dunque di spostare i metalli, ha attirato la mia attenzione.

Com’è che, il solo fatto di avere il potere di spostare i metalli, gli fa creare putiferi così organizzati? Insomma, se io domattina mi svegliassi con il suo stesso potere e provassi a usarlo, cosa credi che succederebbe?

Ti dico cosa credo io. Io credo che farei un gran pasticcio e come prima cosa non potrei più usare un computer o un cellulare o un elettrodomestico, perché in conflitto con campi magnetici da me creati.

È lo stesso per Elsa, di Frozen. Se hai una bimba che lo guarda mille volte, sai di che parlo: il potere di creare il ghiaccio, in molte forme, e di scioglierlo, fare sculture, castelli, erigere una barriera di ghiaccio a protezione di un fiume in piena che sta per travolgere il suo paese…

Insomma, se anche io avessi il super potere di Elsa, lo sai quanti guai combinerei? E tu?

Perché, il fatto di avere superpoteri, non vuol dire saperli usare. Io ho due gambe e due braccia proprio come Carla Fracci, una famosa ballerina classica di quando ero bambina. Però, come dire, non è che allora potrei essere la prima ballerina della Scala.

Cos’hanno dunque in comune gli X-Men, Elsa, Carla Fracci che puoi avere anche tu?

Anche se tu non li hai mai visti, nei film se ne guardano bene dal mostrarlo, loro si esercitano. E tanto pure! Così da essere sempre più allenati e pronti a utilizzare i loro superpoteri.

Sei pronta per tuffarti nel primo superpotere che hai, e che probabilmente non valorizzi ed eserciti a dovere?

L’autenticità

Ti presento questi superpoteri nell’ordine che più mi corrisponde, e l’autenticità è per me sicuramente lo strumento principe e a cui tornare nei momenti in cui sento di aver perso una connessione emotiva con mia figlia.

Cosa vuol dire essere autentici?

Essere autentici vuol dire comunicare la tua essenza più vera:
I tuoi pensieri
Le tue emozioni
Le tue idee
Le tue opinioni
Cosa ti piace e cosa non ti piace
I tuoi valori
La tua consapevolezza delle tue responsabilità e dei tuoi errori
I tuoi punti di forza
Ciò in cui credi e le tue convinzioni
Il modo in cui il comportamento di qualcuno ha un impatto su di te
Le tue paure
I tuoi sogni, e i tuoi obiettivi
Il modo in cui vedi te stessa
Ciò di cui ti senti orgogliosa e ciò di cui di vergogni
Cosa valorizzi in te stessa
Cosa valorizzi negli altri
Ciò che sai e ciò che non sai

 

Sento una domanda che ti frulla in testa:

 

Ehi, Vera, è un sacco di roba! A me non va di condividerla con chiunque!

 

Ti dirò, neanche a me va. È per questo che in primo luogo, occorre praticare l’autenticità con te stessa! Perché se, ad esempio, fingi di avere energia infinita e poi crolli, non puoi scegliere a chi appoggiarti: sei già col sederino per terra, e devi accontentarti dell’aiuto che passa il convento.

Se invece ammetti dove sono i tuoi limiti, e ti fermi per tempo, puoi delegare con anticipo e a chi senti che puoi affidare una parte personale di te, della tua vita, condividendo ciò che più ti sta a cuore con chi se lo merita.

Torniamo a te e tuo figlio: perché è così fondamentale che tu sia autentica, in primo luogo con te stessa e poi con tuo figlio e i tuoi cari?

Essere autentici è fondamentale perché è possibile connettersi profondamente e realmente con un altro solo se sei disponibile a mostrarti per come sei. Se non sei autentico, non sei visibile, non partecipi alla relazione, non ti manifesti per ciò che sei.
Se non sei visibile, e non ti manifesti all’altro, non c’è nulla di te con cui l’altro possa connettersi.

I bambini hanno un radar incredibile, per l’autenticità!

immagine di bimbo che ha le mani che creano una macchina fotografica finta davanti ad un occhio, scritta: ti ho capita!

Ad esempio se sei stanca, e trascorri comunque del tempo con loro cercando di mostrarti partecipe, ma in realtà pensando a quanto vorresti stare alle Bahamas per conto tuo, loro si sentono non connessi a te: non stai comunicando sia nei fatti che a parole quanto sei stanco.

E cosa succede in quei momenti? Per attivare in te una autenticità a cui connettersi, mettono in atto una serie di stratagemmi, andando per tentativi, volti a farti attivare. Anche se in modo brusco, in qualche modo “provocata” dagli atteggiamenti dei bambini, la tua reazione sgradevole sarà certamente più autentica, mentre la tua presenza annoiata non lo era.
Tuo figlio non sa ancora dirti: ti sento distante, ho bisogno di te, ora, realmente presente con me.

 

Sei pronta a esercitare la tua autenticità? Ad agire nei confronti delle tendenze a nasconderti?

Sai perché, tendiamo a nasconderci, nelle relazioni?

Perché se non c’è nulla di autentico in te, in una relazione, il rischio di essere rifiutata dall’altro si abbassa notevolmente. Se anche succedesse, il rifiuto sarebbe meno amaro. Potresti dirti: non ha rifiutato me, ma la mia maschera.

C’è un grande, grandissimo svantaggio: che la relazione con l’altro, anche con tuo figlio, è vuota. Puoi sentirti solo, e anche tuo figlio si sentirà solo. E la cosa più dolorosa, è che apprenderà questo modello di costruzione di relazioni: mostrarsi non è sicuro, essere autentici non va bene.

Quando ti senti sola, potresti cominciare a soddisfare i tuoi bisogni di connessione l’altro in modi che non nutrono la relazione:

Lamentele, provocazioni, silenzi punitivi, aumento di controllo verso l’altro.

E lo stesso vale per tuo figlio, può diventare più scontroso e ingestibile, se non percepisce una tua presenza autentica.

Allora, come puoi esercitarti, nell’autenticità?

Riprendi la lista in alto, e comincia a osservarti, nella tua quotidianità: in quale ambito tendi a nascondere parti di te? In che modo censuri te stessa, pensando che non sia sicuro?
Scegli un ambito e osserva. E comincia prima a immaginare e poi a sperimentare, com’è essere autentica. Cosa faresti davvero se tirassi fuori la parte più vera di te.
Comincia un diario, per tenere nota di te, di come impari a conoscerti, per rimanere curiosa, di scoprire nuove parti di te che non ti permettevi di vedere. E intanto, lavora sull’autoindulgenza: accettare parti di te che ti sembrano scomode, è parte del processo.
Ricorda: è parte del processo anche sentire che non sai ancora bene descrivere come ti senti o cosa pensi riguardo una situazione che stai vivendo. Questa è un’autenticità che puoi condividere con chi ami.
Raccontami come procede!

Per accompagnarti nel trasformare le situazioni che portano ansia e sofferenza nella tua quotidianità con tuo figlio, ho scritto un eBook:
Come smettere di ripetere sempre gli stessi errori con tuo figlio.
Ti sarà utile a seminare il tuo giardino per una genitorialità serena, felice e soddisfacente, nel rispetto dei tuoi bisogni e di quelli di tuo figlio.

A martedì prossimo!
Vera Ghirardini

Bibliografia

FILLIOZAT, ISABELLE, Nessun genitore è perfetto, Edizioni Piemme, Milano 2011
KABAT-ZINN, MYLA e JON, Il genitore consapevole, Edizioni Garzanti, Milano 2014
MILLER, ALICE, Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé, Edizioni Bollati Boringhieri, Torino 2018
LUMERA, DANIEL e DE VIVO, IMMACULATA, La lezione della farfalla. 7 consapevolezze per rigenerarsi e scoprire un nuovo benessere, Edizioni Mondadori, Milano 2021
POLI, ENRICA FRANCESCA, Le emozioni che curano, Edizioni Mondadori, Milano 2019

POWELL, BERT, COOPER, GLEN, HOFFMANN, KENT, MARVIN, BOB, Il circolo della sicurezza. Sostenere l’attaccamento nelle prime relazioni genitore-bambino, Edizioni Raffaello Cortina, Milano 2016

ROTH, GENEEN, When food is love. Exploring the relationship between eating and Intimacy, Penguin Group, New York 1992
SIEGEL, DANIEL, PAYNE BRYSON, TINA, 12 Strategie rivoluzionarie per favorire lo sviluppo mentale del bambino. Una guida pratica con esercizi, schede e giochi, Edizioni Raffaello Cortina, Milano 2021
VITALE, SIMONA, Femminilità e abbondanza, Edizioni Amazon 2019

Vera Ghirardini

Ciao! Sono Vera Ghirardini, consulente genitoriale. Aiuto i genitori che si chiedono dove stanno sbagliando, a vivere con leggerezza e armonia, nel rispetto dei propri bisogni e di quelli dei propri figli
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