L’autoapprovazione. I super poteri che non sai di avere, episodio 2

L’autoapprovazione. I super poteri che non sai di avere, episodio 2

Oggi continuiamo a parlare dei superpoteri che hai, per essere il genitore che serve ai tuoi bambini, e l’adulto che desideri essere per te stesso. In particolare, oggi scoprirai in che modo approvare le tue emozioni, è benefico per te e per la relazione con tuo figlio.

Perché il modo in cui parli oggi ai tuoi bambini, diventerà la voce con cui loro parleranno a se stessi, una volta cresciuti.

Se hai perso gli articoli precedenti in proposito, ti suggerisco di recuperarli qui: in questo articolo ho introdotto il tema della disponibilità emotiva.
La scorsa settimana ho approfondito il concetto di disponibilità emotiva, e ho parlato del primo superpotere che hai, e non sai di avere, in questo articolo.

La disponibilità emotiva è un tema vasto, e soprattutto è impegnativo. Voglio essere molto specifica sul perché, e sul come, è impegnativo comprendere questo tema. Ti suggerisco di recuperare gli articoli precedenti per assorbire il più possibile di questo patrimonio.

Si tratta di un modo di essere, più che di un concetto in sé, e impararne la definizione non è sufficiente a farlo diventare parte della propria quotidianità. È per questo che sto spezzettando questo tema in più articoli.

Ho già accennato che la disponibilità emotiva esiste anche nelle relazioni amorose. La differenza tra le relazioni di coppia e le relazioni genitore-figlio, è tuttavia consistente: mentre nella coppia, i due adulti sono egualmente in carico di essere emotivamente disponibili, con i figli il carico principale ricade sul genitore.

È una enorme responsabilità, lo so. Comprendo lo sconforto, e so che a volte può venirti la voglia di buttare tutto alle ortiche. È per questo che oggi ti svelo il secondo superpotere che hai già e, che ti serve, per essere realmente di supporto a te stessa mentre cresci tuo figlio. Un dono che ti permetterà di diventare la guida di cui tuo figlio ha profondamente bisogno per poter sbocciare come il bel fiore che è, nel mondo, ora e negli anni a venire.

La disponibilità emotiva è, nell’accezione di cui ti parlo tra qualche riga, lo strumento che ti consente di accettare le emozioni di tuo figlio, sia che tu le percepisca come negative, sia che invece le valuti positive.

Questo permette al bambino di potersi esprimere in maniera diversificata, e adeguata, a seconda del contesto e della situazione.

Come dire: se hai solo un cucchiaio come strumento a disposizione, non potrai tagliare nulla con facilità.
Lo stesso accade se accetti solo una emozione, come ad esempio la gioia, non potrai farti valere nei momenti in cui, inevitabilmente, ti servirà la rabbia per rispondere alle eventuali piccole o grandi ingiustizie che sperimenterai.

Non esaurirò oggi l’esposizione dei tuoi superpoteri, e se non ti vuoi perdere i prossimi, ecco il link per iscriverti alla newsletter settimanale!

 

L’autoapprovazione: legittimare le tue emozioni

 

Voglio presentarti questo superpotere con le parole di Jane Goodall, etologa e antropologa inglese, nota per i suoi studi sugli scimpanzé.

In verità non ci vuole molto per essere considerata una donna difficile. È il motivo per cui siamo in così tante ad esserlo.

Quante volte ti sei sentita “difficile”? E cosa voleva dire? Cosa vuol dire, quando sei difficile?

Cosa vuol dire legittimare le proprie emozioni?

Solitamente, sei ritenuta difficile quando mostri un’emozione, attraverso parole o azioni, che non incontrano l’aspettativa della persona con cui hai a che fare. E se non approvi tu la tua emozione, a prescindere di cosa ne pensa l’altro, gli consenti di appiccicarti l’etichetta di “donna difficile”

Ti sento, che mi dici: sì Vera, mi è successo, perché allora dici che i superpoteri di cui parli li ho già? Se non approvo la mia emozione, allora io questo superpotere non ce l’ho.

È vero, ci sono emozioni che non ti hanno insegnato ad approvare, sono quelle che in famiglia, da bambina, non ti hanno permesso di sperimentare con il supporto che ti serviva. Tuttavia, ci sono emozioni che in ogni famiglia sono ritenute okay. Si tratta di emozioni diverse per ciascuna esperienza.

Per farti meglio comprendere, ti propongo un esercizio che aiuta molto le mie clienti.

Ti chiedo di prendere un foglio pulito, possibilmente un A4, e fare un bel cerchio grande al centro.
Fai qualche respiro, lentamente, senti i piedi che toccano terra e si radicano al suolo. Se puoi, chiudi gli occhi per qualche secondo, il tempo di inspirare ed espirare qualche volta.
Metti una mano sul cuore e ascolta: quali emozioni era okay provare quando eri bambina? Con quali emozioni ti sentivi sempre accettata e supportata?

Queste emozioni le scriverai all’interno del cerchio. Puoi anche fare una distinzione, e scrivere le emozioni più accettate al centro del cerchio, e quelle solo parzialmente consentite più vicine alla linea di confine.

Le restanti emozioni, che non venivano accolte e considerate, le scriverai fuori dal cerchio.

Le emozioni che lasci fuori dal tuo cerchio

Con le emozioni che lasci fuori, sono quelle che più probabilmente fatichi ad accettare quando tuo figlio le esprime. E dunque cerchi di aggiustarle, di distrarlo, di controllarlo.

Se tutto questo ti spaventa, ti comprendo. Come ti dicevo nell’articolo precedente, di cui ti metto nuovamente il link qui, i superpoteri vanno esercitati. Però c’è una buona notizia per te: poiché sai già come si approvano alcune delle emozioni che provi, quelle all’interno del cerchio, puoi imparare a rispettare e sperimentare anche le altre, che ora sono fuori dal cerchio che hai disegnato.

Allora, come puoi esercitarti, nell’autoapprovazione delle tue emozioni?

Se, ad esempio, la tristezza in famiglia non era ben vista, quando ti accorgi di provare disagio puoi fermarti e respirare, lentamente, con una mano sul cuore. E provare a domandarti se provi tristezza.

E parlarti, come parleresti a qualcuno a cui vuoi molto bene: “Ti senti triste, sentirti triste è okay”.

Quando cominci a sentire che l’emozione è passeggera (perché lo è!), e che puoi sopravviverle, puoi accompagnare tuo figlio nel vivere le sue, di emozioni, permettendogli di sentirsi accolto in una gamma più vasta di sentimenti e sensazioni.
Per legittimare le emozioni di tuo figlio, non hai bisogno di essere d’accordo con lui sui fatti, o su come si svolgono gli eventi. Non è nemmeno necessario cambiare idea sulla tua decisione, anche se può succedere e non ci sarebbe nulla di male.

Hai necessità di riconoscere che l’altro prova un disagio, un dolore emotivo. Ti sarebbe probabilmente più facile riconoscere un dolore fisico: si vede il taglio, e dunque puoi comprendere che ci sia dolore (anche se in molti casi, il dolore fisico dei bambini viene spesso sminuito con un “non è niente”).
Hai bisogno di riconoscere che l’altro prova qualcosa, anche se tu non lo senti e ti sembra illogico. Infatti, non è alla logica che occorre attingere, e solo l’altro può sentire cosa accade nel proprio corpo.

Partendo dal contatto con le tue, di emozioni chiuse fuori, puoi accompagnare tuo figlio nell’esplorare le sue.

Da quale emozione senti di voler cominciare il percorso di integrazione?
Raccontamelo nei commenti!

Per accompagnarti nel trasformare le situazioni che portano ansia e sofferenza nella tua quotidianità con tuo figlio, ho scritto un eBook:
Come smettere di ripetere sempre gli stessi errori con tuo figlio.
Ti sarà utile a seminare il tuo giardino per una genitorialità serena, felice e soddisfacente, nel rispetto dei tuoi bisogni e di quelli di tuo figlio.

A martedì prossimo!
Vera Ghirardini

 

Bibliografia

FILLIOZAT, ISABELLE, Nessun genitore è perfetto, Edizioni Piemme, Milano 2011
KABAT-ZINN, MYLA e JON, Il genitore consapevole, Edizioni Garzanti, Milano 2014
MILLER, ALICE, Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé, Edizioni Bollati Boringhieri, Torino 2018
LUMERA, DANIEL e DE VIVO, IMMACULATA, La lezione della farfalla. 7 consapevolezze per rigenerarsi e scoprire un nuovo benessere, Edizioni Mondadori, Milano 2021
POLI, ENRICA FRANCESCA, Le emozioni che curano, Edizioni Mondadori, Milano 2019
ROTH, GENEEN, When food is love. Exploring the relationship between eating and Intimacy, Penguin Group, New York 1992
SIEGEL, DANIEL, PAYNE BRYSON, TINA, 12 Strategie rivoluzionarie per favorire lo sviluppo mentale del bambino. Una guida pratica con esercizi, schede e giochi, Edizioni Raffaello Cortina, Milano 2021
VITALE, SIMONA, Femminilità e abbondanza, Edizioni Amazon 2019

Vera Ghirardini

Ciao! Sono Vera Ghirardini, consulente genitoriale. Aiuto i genitori che si chiedono dove stanno sbagliando, a vivere con leggerezza e armonia, nel rispetto dei propri bisogni e di quelli dei propri figli
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Davide
Davide
1 mese fa

Penso che la rabbia sia l’emozione per la quale ho ricevuto minore approvazione, quindi comincerò da qui!

Vera Ghirardini
Amministratore
1 mese fa
Rispondi a  Davide

Grazie della condivisione Davide, buon ri-incontro con la rabbia <3