Come alimentare l’autonomia di tuo figlio (Parte 2)

Come alimentare l’autonomia di tuo figlio (Parte 2)

 

Sei abbastanza grande! Fallo tu!

Oggi continuiamo con l’approfondimento su come contribuire allo sviluppo dell’autonomia nei bambini.

La scorsa settimana ti ho parlato del perché non credo nello sviluppo dell’indipendenza nei bambini, puoi trovare l’articolo qui.

Ho inoltre condiviso con te i primi tre (di sei) strumenti che potenziano l’autoefficacia dei bambini, accompagnandoli nella crescita a diventare individui che si sentono sicuri di decidere per se stessi.
Vediamo insieme cos’è l’autoefficacia, e perché è fondamentale:

L’autoefficacia è l’insieme di credenze che abbiamo nelle nostre abilità, in particolare nell’abilità di portare a termine un determinato compito, mentre ci confrontiamo con le imprese che si presentano mano mano davanti.

Da queste credenze su di sé, deriva la percezione di poter progettare, porsi obiettivi e sentire di poterli raggiungere.

L’autoefficacia si differenzia dall’autostima: l’autostima è focalizzata più sull’essere.

Qualsiasi sentimento ti attraversi, o attraversi tuo figlio, una buona autostima ti consentirà di sentire che sei okay, che sei meritevole di amore e attenzione e cura.

L’autoefficacia è differente. È maggiormente focalizzata sul fare, o meglio, sulla percezione di poter fare. Non si tratta di una prestazione, ma di una soddisfazione intrinseca nel provare, nel porsi un obiettivo e portarlo avanti al meglio delle proprie possibilità.

È per questo che consiglio vivamente di sostituire frasi come: “Sei grande, puoi fare da te!”, con un più chiaro: “Confido nelle tue capacità, e se hai comunque bisogno, sono qui accanto a te”.

O un più onesto: “Ora sono stanco/impegnato/sovraccarico e preferisco riposare, so che puoi completare questa attività in autonomia e ti chiedo di provarci perché mi sarebbe di grande aiuto”, in caso on siamo realmente disponibili ad essere di supporto in quel preciso momento.

Questa formulazione, oltre a permetterti di esprimere una reale autenticità, consente di coltivare sia l’autoefficacia del bambino, che salvaguardare la sua autostima: lui è okay e meritevole di amore anche se in quel momento non desidera dimostrare che sa portare a termine quel compito!

Nutrire correttamente la percezione di autoefficacia significa permettere al bambino di dare forma, dentro di sé, di un’immagine di qualcuno che ce la può fare.

E non perché un compito è facile, ma perché crede che può farcela.

Mi ricordo quando mia figlia aveva un anno e mezzo, e stava smontando i ripiani della cucinetta in legno con cui giocava per cercare di entrare nel vano-giocattolo del forno.
Ricordo perfettamente di aver pensato: non so mica se ci sta!
Ho avuto, per fortuna, la prontezza di tacere, sia con la bocca che con la mia espressione in volto. E ci si è infilata eccome, tutta rannicchiata, in quel piccolo spazietto!

immagine di bambini nascosti dietro una cucina-giocattolo e scritta: Era minuscola, stava in un micro-forno!

Ora, riprendiamo con con i restanti punti per supportare i bambini nello sviluppo delle proprie capacità decisionali (trovi i precedenti tre punti nell’articolo precedente, menzionato sopra e che di cui anche qui ti fornisco il link)

 

4. Metti i tuoi figli nelle condizioni di poter sperimentare, o immaginare di sperimentare, le conseguenze delle proprie azioni.

Come esseri umani, impariamo molto di più dalla sperimentazione diretta, che non da una spiegazione teorica.
Se vado a dormire tardi, sarà più faticoso svegliarmi la mattina per le mie attività. Se tuo figlio non fa i compiti, dovrà poi confrontarsi con la reazione dell’insegnante il giorno dopo. Se non indossa un cappotto, poi sentirà freddo quando esce in inverno.

  • Nota bene: questi esempi, non sono da utilizzare a titolo punitivo, con l’intento di insegnar loro la lezione. Io credo più autentico e affettuoso proporre ai figli il tuo dubbio:

Ora non hai voglia di fare i compiti, lo comprendo. Sei pronto a immaginare come ti sentirai quando domani sarai in classe e non potrai mostrarli alla maestra/insegnante?

E sii pronto ad accettare un “Dell’insegnante non me ne importerà!”, perché potrebbe accadere. Occorrerà poi avviare un dialogo sul cosa porta il figlio a non essere interessato allo studio e al confronto con l’insegnante, ma non è questo il momento in cui posso approfondire questo tema.

 

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Per quanto ti è possibile, e se non si tratta di situazioni di pericolo, permetti ai tuoi figli di decidere cosa fare ed imparare dall’esperienza.

Avere fiducia nelle decisioni che prendono i tuoi figli, a seconda dell’età che hanno e di ciò che è realistico che portino a termine, dà loro supporto nell’irrobustire la percezione che sono capaci, e dunque nutre la percezione di autoefficacia.

5. Coltivare una onesta auto-osservazione

Se tuo figlio si osserva onestamente, tende a prendere decisioni che vanno bene per se stesso, non tenta di nascondersi dietro false credenze di ciò che è alla propria portata per sentirsi migliore di come teme di essere.

È un ottimo motivo per accompagnare tuo figlio nel coltivare l’onestà.

  • L’onestà del tuo bambino si coltiva in primo luogo coltivando tu stesso la stessa onestà: non puoi insegnare qualcosa, puoi mostrarla con l’esempio.
  • In secondo luogo, e altrettanto fondamentale, sospendi qualsiasi conseguenza negativa (o anche “logiche conseguenze”) quando tuo figlio ti dice la verità.

Perché, indovina? La prossima volta invece di dirti la verità troverà modi di nascondertela.

Ho parlato di come costruire una relazione basata sulla fiducia in questo articolo.

6. Curati dei tuoi interessi personali.

Avere una tua vita interiore (e non!) e interessi che coltivi regolarmente, ti consente di non essere eccessivamente ingombrante nella vita di tuo figlio. Può accadere, a chi è molto interessato a non ripetere gli stessi errori dei propri genitori che si concentri eccessivamente sulla vita dei bambini, come ad assicurarsi che nel futuro non provino lo stesso dolore che hanno provino loro nei confronti dei loro genitori.

Non so se questo riguarda anche te. Se sì, questo può interferire come una forma di perfezionismo nella relazione con tuo figlio, come a non volerti creare una fedina penale sporca evitando errori.

Ti dico un segreto: è impossibile non sbagliare, e i tuoi figli avranno comunque qualcosa di cui lamentarsi di te. Ciò è sano e normale e va benissimo.

Qui ti racconto perché fai del tuo meglio per i tuoi figli.

Allo stesso modo in cui occorre che tu ti curi dei tuoi interessi, permettere ai tuoi bambini di avere spazi di interessi propri e attività in cui non metti bocca e sospendi il giudizio e non offri commenti non richiesti, consente loro di perseguire queste attività solo per il gusto di farlo e trovare il proprio modo di gestirle nel loro sviluppo.

Quale di questi punti senti più necessario sviluppare in questo momento? Scrivimelo nei commenti!

 

Per accompagnarti nel trasformare le situazioni che portano ansia e sofferenza nella tua quotidianità con tuo figlio, ho scritto un eBook.
Ti sarà utile a seminare il tuo giardino per una genitorialità serena, felice e soddisfacente, nel rispetto dei tuoi bisogni e di quelli di tuo figlio.

A venerdì prossimo!

Vera

 

Bibliografia

JUUL, JESPER, Il bambino è competente, Feltrinelli Editore, Milano 2001

NEUFELD, GORDON; MATÉ, GABOR, I vostri figli hanno bisogno di voi. Perché i genitori oggi contano più che mai, Edizioni Il Leone Verde, Torino 2009

ROSENBERG, MARSHALL B., Crescere i bambini con la comunicazione non violenta, Edizioni Esserci, Reggio Emilia 2020

ROSENBERG, MARSHALL B., Le parole sono finestre [oppure muri], Introduzione alla comunicazione nonviolenta, Edizioni Esserci, Reggio Emilia 2003

SAINTE MARIE, ELIANE, Clean Parenting, su coachingforwholeness.com

SIEGEL, DANIEL J. e  PAYNE BRYSON, TINA, 12 Strategie rivoluzionarie per favorire lo sviluppo mentale del bambino, Raffaello Cortina Editore, Milano 2012

 

Sitografia

https://www.stateofmind.it/tag/autoefficacia/ consultato l’ultima volta il 6 settembre 2021
https://positivepsychology.com/self-efficacy/ consultato l’ultima volta il 6 settembre 2021

Vera Ghirardini

Ciao! Sono Vera Ghirardini, consulente genitoriale. Aiuto i genitori che si chiedono dove stanno sbagliando, a vivere con leggerezza e armonia, nel rispetto dei propri bisogni e di quelli dei propri figli
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