I bambini, le api, i fiori, la cicogna e…i video osé

I bambini, le api, i fiori, la cicogna e…i video osé

 

5 errori che anche i genitori più attenti fanno, e che facilitano gli adescamenti.

 

Oggi il tema si fa tosto, e ti chiedo di non fare finta di niente. Leggere questo articolo può fare la differenza, e tra poco capirai il perché.

 

Riporto una notizia di un paio di mesi fa:

 

Un uomo di 29 anni di Chiusi è stato denunciato dalle Sezioni della Polizia Postale di Prato e Siena per adescamento di minorenni, violenza sessuale e pornografia minorile.”

 

Se mi segui da un po’, è possibile che tu senta una differenza rispetto al solito messaggio che diffondo nel mio blog.

Di solito condivido strumenti di supporto, di fiducia, di rispetto del tuo tempo interiore per fare quella crescita che ti serve per te e tuo figlio.

Oggi no.

Oggi voglio dirti che non hai tempo.

Oggi voglio dirti, che è adesso il momento di fare qualcosa.

L’articolo sopra citato prosegue così:

Il 29enne, appofittandosi dello stato di inferiorità della minore, l’aveva indotta a credere nel mondo delle fate convincendola a mandare contenuti sessuali espliciti in quanto questi erano necessari per la sopravvivenza delle fate stesse.

La minore, fortunatamente, nonostante il suo deficit cognitivo, ha riferito delle chat alla madre che ha quindi formalizzato denuncia presso gli uffici della Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Prato.

Le indagini hanno portato ad emettere nei confronti dell’uomo un decreto di perquisizione domiciliare e informatica, con rinvenimento sia dell’utenza telefonica, sia dello smartphone utilizzato per la connessione al profilo social con cui adescava vittime minorenni con il solito modus operandi.

Voglio che tu porti l’attenzione sulle parti in grassetto dell’articolo sopra riportato.

La minore ha parlato con la madre, dando così il via alle indagini.
Altre minori coinvolte, sono state individuate grazie alle indagini.

Cosa vuol dire?


Che le altre minori non ne avevano parlato in casa.

 

Sì, di solito voglio che tu ti prenda il tempo che ti serve per attuare cambiamenti nella tua vita, ma oggi no.

Oggi è fondamentale che tu prosegua con la lettura e agisca oggi stesso.

Per questo motivo, oltre a parlare a tuo figlio con dovizia della sessualità, e senza girare attorno al tema magari svicolando su api e fiori, ci sono altri fattori che voglio accompagnarti a considerare. Sulla sessualità torneremo più avanti, in un altro articolo: il tema è troppo ampio per essere trattato qui.

 

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Io voglio chiederti: se oggi parlassi con le famiglie di queste ragazze, quale credi che sarebbe la loro risposta alla domanda: quando consigliate di cominciare la prevenzione all’adescamento?

Io credo che risponderebbero che il momento ideale è Ora.

Sì, ora.

In gravidanza, con un neonato, e perché no, con un adolescente, anche se pensi di avergliene già parlato. Comincia ora da dove sei.

Non far passare altro tempo prezioso prima di approfondire:

Oggi condividerò con te i 5 errori da evitare, così da creare una prevenzione efficace per l’abuso e l’adescamento dei tuoi bambini.

immagine di mani di genitori che si appoggiano su una coperta insieme alle mani dei figli. scritta: proteggerli

Vediamo insieme, ora:

Cos’è esattamente l’adescamento?

 

Si tratta di un processo in cui i potenziali abusatori creano una relazione con le potenziali vittime, prima di commettere abuso.

 

Un comportamento di adescamento può includere:

 

  • Riservare attenzioni speciali, regali, condivisioni private;
  • Isolare del bambino dagli altri, portarlo lontano dal gruppo o dai suoi riferimenti, con una scusa per stare soli;
  • Soddisfare bisogni non soddisfatti dei bambini, come quello di essere ascoltati, di tempo dedicato, essere visti, fingere di interessarsi alle loro passioni;
  • Ricoprire ruoli e soddisfare bisogni all’interno della famiglia del bambino;
  • Trattare il bambino come fosse più grande, concedergli maggiore fiducia rispetto a quanto ne riceva in famiglia;
  • Superare gradualmente i confini del contatto fisico e diventare incrementalmente intimo o sessuale nei confronti del bambino;
  • Usare il segreto e la colpa, o le minacce, per mantenere il controllo sul bambino.

Se ora non vedi l’ora di sapere come proteggere tuo figlio e prevenire tutto questo, continua a leggere.

 

Ecco gli errori che anche i genitori più attenti fanno e che inficiano la prevenzione all’adescamento:

 

1. Spesso i genitori considerano che gli abusi effettivi siano solo quelli in cui avviene il contatto tra vittima e carnefice. In realtà, viene definito abuso qualsiasi atto sessuale tra un adulto e un minore, o tra due minori, in cui l’adulto, o uno dei minori, eserciti potere sull’altro:

Forzare, usare coercizione, o persuadere un bambino a intrattenere qualsiasi tipo di atto sessuale.

Affinché ti sia più chiaro, è un abuso anche quando si tratta di voyerismo, esposizione alla pornografia, comunicazione sessualizzata al telefono o su internet.

 

 

2. Allo stesso modo, spesso come genitori si tende a ignorare l’effettivo impatto del fenomeno degli abusi su minori. Dal 1993 ao 2006 risulta diminuita del 47% l’incidenza degli abusi su minori.

 

Questo dato può sembrare incoraggiante, ma solo il 38% dei bambini riporta l’accaduto in famiglia. E qui, entra in gioco la qualità del dialogo instaurato in casa.

 

Non si tratta di un dialogo inquisitore come: dimmi tutto quel che succede a scuola e quando non sei con me!

 

Si tratta di un dialogo costante, in ogni ambito della vita, in cui si sospende il giudizio e si dà spazio all’espressione del bambino.

 

Questo dialogo è un tema ampio di cui ho già trattato in questo articolo  e anche in questo. Un dialogo così avviato, crea il terreno fertile al bambino per sentirsi al sicuro se ha un tormento interiore, come un potenziale adescatore che lo lusinga o gli intima di mantenere segreti, e rivolgersi a te, come figura di riferimento e non, invece, considerarti ulteriore problema o motivo di umiliazione per come si sente.

 

Approfondiremo questo tema anche nel punto 5 di questo articolo.

 

3. Da genitori, spesso l’immaginario dell potenziale adescatore è prevalentemente, o esclusivamente, uno sconosciuto. Sapevi che il 90% dei bambini vittime di abuso conoscono già i loro abusatori da molto prima dell’abuso?

 

Occorre dare ai bambini una educazione alla prevenzione dell’abuso che non è legata all’idea dello sconosciuto!

 

4. Sottovalutare il rischio nell’utilizzo di internet. Internet è un posto.

“Si va” su internet a cercare una informazione, e come non manderesti tuo figlio di 3 anni senza vigilanza al centro commerciale, non puoi permetterti di mandarlo su internet da solo e senza controllo.

Naturalmente, difficilmente un bambino prima dell’adolescenza finisce volontariamente su un sito destinato agli adulti e con video esplicitamente osé. Tuttavia, da un video su youtube che riguarda un banale cartone animato, si può passare senza problemi a un altro, e poi a un altro, fino a trovare contenuti non adatti a un bambino.

 

A volte i bambini ci si ritrovano facendo ricerche con termini comuni ma che possono avere doppi sensi CHE UN BAMBINO NON PUÒ CERTAMENTE IMMAGINARE.

 

5. Non considerare sufficientemente quanto influisca la percezione del bambino riguardo al potere che ha sul proprio corpo. Su questo punto lavoro ogni settimana e se mi segui da un po’, sai di che parlo. Ma sarò molto chiara.

 

Se il bambino viene forzato, o fatto sentire in colpa, perché non dà il bacino al nonno “che gli vuole tanto bene”, stai creando terreno fertile per un senso di colpa nei confronti dell’adescatore.

 

Vera, ma l’adescatore non sarà il nonno!

 

Okay, è possibile, tuttavia, se il bambino ha in quel momento una sensazione di distacco, da qualcuno, pur volendogli bene, ma viene forzato a svalutare questa sua decisione, perde il potere sul proprio corpo.

 

E dopo, anche se saprà che “non dare retta alle richieste che non vuoi fare” è un consiglio valido, tenderà a fare come Alice nel paese delle meraviglie, che si dà ottimi consigli ma non li segue mai.

 

Puoi cominciare molto presto a rispettare il corpo di tuo figlio.

  • Mentre gli cambi il pannolino, non lo forzi se si ribella. Lo avverti e gli spieghi di ogni gesto che farai, anche se non può ancora rispondere.

 

Ho visto una madre tirare giù i pantaloncini e il pannolino ad una bimba dentro un ristorante, senza in alcun modo avvertirla.

 

Cosa impara la bambina così? Impara che lei non ha diritto di essere considerata rispetto a ciò che si farà col suo corpo!

 

  • Eviti di spingerlo, pur se non con violenza, se ci sta mettendo più di quanto vorresti a camminare.

 

Questi sono solo due di moltissimi esempi di come poter rispettare tuo figlio e il suo corpo.

 

E tu, quale di questi errori senti di voler rimettere in carreggiata da subito? Scrivilo nei commenti!

 

Per accompagnarti nel trasformare le situazioni che portano ansia e sofferenza nella tua quotidianità con tuo figlio, ho scritto un eBook: “Come smettere di ripetere sempre gli stessi errori con tuo figlio”.
Ti sarà utile a seminare il tuo giardino per una genitorialità serena, felice e soddisfacente, nel rispetto dei tuoi bisogni e di quelli di tuo figlio.

Puoi scaricarlo qui!

A venerdì prossimo!

Vera

 

Bibliografia

FINKELHOR, D., Characteristics of crimes against juveniles, Durham, NH: Crimes against children Research Center, 2012 consultato su http://www.unh.edu/ccrc/pdf/CV26_Revised%20Characteristics%20of%20Crimes%20against%20Juveniles_5-2-12.pdf

TOWNSEND, C. & RHWINGOLD, A.A., Estimating a child sexual abuse prevalence rate for practitioner studies, 2013, Consultato su www.D21.org

 

Sitografia

https://www.consentparenting.com consultato l’ultima volta il 16 Settembre 2021

http://www.carabinieri.it/cittadino/consigli/tematici/questioni-di-vita/violenza/violenza consultato l’ultima volta il 16 Settembre 2021

https://www.oksiena.it/news/adescamento-e-violenza-sessuale-su-minore-disabile-29enne-denunciato-a-chiusi-190621124651.html consultato l’ultima volta il 16 Settembre 2021

Vera Ghirardini

Ciao! Sono Vera Ghirardini, consulente genitoriale. Aiuto i genitori che si chiedono dove stanno sbagliando, a vivere con leggerezza e armonia, nel rispetto dei propri bisogni e di quelli dei propri figli
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